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UFO-REPORT COVERINGS USA 2019

In 15 + 1 punti gli highlights (e lowlights) della nostra visita alla grande fiera americana.

Tempo di lettura 7 minuti e 30 secondi

Coverings è la principale fiera del settore ceramico per il continente americano. La sede è flottante, quest’anno si è tenuta a Orlando (Florida) dal 9 al 12 aprile. Una rappresentanza molto qualificata di UFO.ADV ha visitato la manifestazione, ecco il racconto di cosa abbiamo visto e sentito.                     

E’ LA PRIMA VOLTA CHE CI LEGGI?

Per chi ci legge per la prima volta, ricordiamo che UFO.ADV è un’agenzia di comunicazione con sede a Maranello (MO). Il nome è L’acronimo di Un Format Originale. Offriamo servizi di comunicazione (grafica, testi e strategia, ambientazioni 3d, fotografia, video, web & digital) con una particolare specializzazione per il settore ceramico e impiantistico, di riflesso anche su arredamento e interior design.

4 REGOLE DEL GIOCO

  1. I nostri report sono da considerare come un insieme di appunti e riflessioni del tutto personali, scaturite da un’osservazione assolutamente parziale e non scientifica.
  2. Il racconto è volutamente informale e ironico. Se urtiamo la sensibilità di qualche azienda o persona, ce ne scusiamo.
  3. Ci sforziamo per guardare tutto come un osservatore esterno, dimenticando di essere “parte in causa”: volutamente NON diamo rilevanza ad aziende e/o progetti seguiti da noi.
  4. Nel religioso rispetto della deontologia professionale, NON riportiamo notizie e informazioni che riguardano lavori realizzati o in corso, ma solo un fiero racconto di chiacchiere fatte in fiera, cose viste in fiera e ragionamenti su chiacchiere e cose viste in fiera.

2. ANCHE QUEST’ANNO, NO PHOTO.

A Coverings il sito dove ti iscrivi e uno sciame di cartelli posto a ogni angolo ti ricorda che è rigorosamente proibito scattare foto.

Per evitare rischi di prigione e manganello ci siamo codardamente attenuti al regolamento e non abbiamo fotografato esplicitamente i prodotti, integriamo il racconto recuperando qualche immagine pubblicata sul web dalle pagine social di associazioni e aziende.

NB il sito di Coverings, alla iscrizione ti ricorda il no photo, ma premiava le foto sui social con hashtag #coverings2019.

3. VENTO DI NOVITA’

A Cersaie 2018 la sorgente delle novità della “ceramica made in Italy” aveva mostrato preoccupanti segnali di stitichezza propositiva. Aggirandosi per gli stand si assisteva a una dittatura dal trittico marmo bianco / cemento grigio / legno beige. Già alla fiera spagnola Cevisama (Febbraio 2019) si sono notato segnali di dinamismo (per gli spagnoli ma anche per noi) di cui abbiamo dato notizia nel nostro report.

La manifestazione americana di Orlando 2019 ha confermato questa tendenza: il vento delle novità ha portato più vitalità e freschezza. Già ad uno sguardo superficiale, gli stand italiani (ma anche italo-americani e spagnoli) presentavano un colpo d’occhio più vario e differenziato. Certo, questo è dovuto anche alle peculiarità distributive del mercato USA che, come vedremo, quasi impongono di presentare “cose nuove”.

4. GEOGRAFIA DELLA FIERA

L’immenso padiglione dell’Orange Convention Center è un grande, unico ambiente dove gli stand sono generalmente raggruppati per categoria merceologica (macchinari, finiture, ceramiche, pietre e affini) e per paese di provenienza. Le grandi insegne appese al soffitto e il colore della moquette sono preziosi per l’orientamento facendo capire in che “continente” ci si trova.

Tiles of Spain.
La vasta area dei produttori spagnoli appare abbastanza frequentata, con stand misti, a volte ben fatti, dove è evidente lo sforzo per farsi notare, delineando identità e personalità di brand che forse sono meno noti.

I prodotti in evidenza sono decisamente variegati, a volte quasi bizzarri, forse con l’intento di colpire i buyer yankee con proposte inconsuete e non presenti su quel mercato.

A confronto, gli stand italiani sono generalmente meglio rifiniti, funzionalmente razionali, ma l’identità e posizionamento dei brand spesso non sono particolarmente caratterizzati. Una sorta di livellamento verso l’alto.

Foto 1 Aparici – Street art style. Foto 2 Cementine miste. Foto 3 Ceramics of Spain Foto 4 Inalco. Foto 5 Nanda – Spiedini per cementine. Foto 6 Realonda – Esagone a rilievo. Foto 7 Spagna. Foto 8 Tau – Marmi misti. Foto 9 Torrecid -Best in show assoluto. Foto 10 Vives – Tinte unite. 

Cina, turchia e Brasile.
Se gli stand delle zone turche e cinesi apparivano spesso popolati dai soli gestori malinconicamente spiaggiati al bancone o ai tavolini tipo bistrot, il quartiere brasiliano era brulicante e caotico come un bazar, con cartelle e piastrelle appoggiate a terra nel corridoio e a tratti una sensazione da outlet.

Foto 1 Brasile – Road show. Foto 2-3  Acquabella. Foto 4 Dalla Cina. Foto 5 Piazza Turca con intruso. Foto 6 Turkish stones (fonte foto Facebook). Foto 7 Zone semideserte.

Produttori americani.
Un polo decisamente importante è la zona “America” dove si trovano anche i brand 100% americani appartenenti ai principali gruppi italiani ma non solo: attorno a quest’area gravitano, ad esempio, anche gli spazi Marazzi-Ragno e quelli di Iris Ceramica Group.

Dislocarsi nel quartiere americano o italiano è una scelta che è stata variamente interpretata da gruppi e aziende, ciascuno con una propria strategia. Molti brand italo-americani (Nomeazienda-USA) con filiale e appoggio produttivo di gruppo in America si sono comunque piazzati nella zona italiana per rimarcare il design e la matrice italica del brand.

Il distretto di Little Italy.
Come sempre il vero epicentro della fiera è la piazza di Ceramics of Italy, attorno alla quale sono raggruppati i produttori italiani associati: gli stand fronte-piazza sono privilegiati dalla posizione centralissima, ma anche un posto nel corridoio principale di Little Italy assicura una frequentata vetrina e un posto strategico per osservare il passeggio.

Molto utili per orientarsi le consuete piante-guida stampate sulla moquette, posizionate all’entrata di ogni corridoio del quartiere italiano (idea da replicare).

L’agorà Ceramics of Italy è uno spazio ampio e aperto racchiuso tra due chioschi gemelli, dove gli associati a Confindustria Ceramica possono pranzare, farsi uno snack pomeridiano, prendere un caffè o bere qualcosa.

Questo servizio comunitario è indispensabile perché Negli USA è problematico importare alimenti, ne consegue la ritualità del pranzo tipo self service di un villaggio turistico.

E proprio come in una discoteca o un campeggio, un braccialetto verde identifica gli aventi diritto ma i controlli sembrano abbastanza blandi: all’ora di pranzo nelle lunghissime (ma veloci) file, assieme ai members italici si notano diversi sospetti clandestini, comunitari e non.

In questa zona franca c’è sempre una piacevole atmosfera di cordialità, che azzera ogni sentimento di rivalità commerciale. Scambiare opinioni sul piatto del giorno è d’obbligo nel galateo. Frequentissimo assistere a calorosi incontri tra conoscenti perduti da tempo: un primo sguardo, il riconoscimento, la gioia incontenibile con effusioni in stile “Carramba che Sorpresa”.

La lingua più parlata nella piazza sembra il dialetto sassolese, parecchi capannelli danno l’idea di una succursale dello Sporting Club di Sassuolo.

5. DECOR RESURRECTION

Dopo l’era glaciale e austera degli anni post 2008, la piastrella classica “non lastre” lascia intravvedere un certo fermento decorativo. Nelle presentazioni degli stand, le collezioni di fascia medio alta sono presentate con gamme articolate, complete di soluzioni con decori. Se i fondi gravitano attorno a tipologie note – i fab four: marmi, legni, pietre e cementi – il corredo di personalizzazioni aggiunge riconoscibilità e personalità alla proposta dei brand.

 

Fonte di ispirazione e formazione del gusto globale è il web: le riviste di settore stanno morendo, tutti ci informiamo on-line, dove blog, portali e testate giornalistiche mostrano ambienti di grande ecletticità che personalizzano gli spazi combinando stili diversi, buon gusto ed eccessi kitsch, pezzi nuovi e vintage. Nel proliferare di carte da parati in fantasie creative, nei tessuti d’arredo fantasiosi, nei colori decisi al posto delle tenui tinte pastello possiamo scorgere una tendenza generale dell’arredamento verso la decorazione, confermata anche dagli allestimenti dei punti vendita di tante catene di abbigliamento, accessori e altre merceologie.

Foto 1 Elios. Foto 2 Ornamenta – Lastre decorative. Foto 3 Ornamenta

Tornando alla ceramica, probabilmente a far da apripista ad una rinascita del concetto di decoro, che ha visto momenti tragici, è stata l’affermazione delle cementine e del concetto decorativo di soggetti misti in piccolo formato, produttivamente gestibili ed eccezionalmente versatili come soluzioni di posa.

Caratteristica generale nel settore è che queste personalizzazioni non sono quasi più decori a terzo fuoco ma fondi decorati autoprodotti, o altri abbellimenti ottenuti da taglio, magari internamente o comunque con lavorazioni più flessibili e meno onerose. Schematizzando, vanno per la maggiore 3 tipi di personalizzazione.

Decori mix multisoggetto.
Oltre agli onnipresenti decori tipo cementine, che raccolgono pure ispirazioni anche di stampo mediterraneo o etnico il concetto del mix comparire anche in altre tipologie, dall’effetto metallo al legno (come vedremo) dalla pietra al marmo.

Foto 1 Acif – Decorazione. Foto 2 Atlas Concorde – Decorazione (Fonte foto website). Foto 3 Edilcuoghi – Cementine stilizzate. Foto 4 Marazzi – D-segni

Strutture tridimensionali.
Se i mix multisoggetto visivamente negli stand sono i più appariscenti, la soluzione di personalizzazione più versatile e moderna è quella che lavora sulle strutture tridimensionali della superficie, mantenendo la stessa grafica del fondo liscio. In questo modo è la luce che evidenzia il disegno su pareti e pavimenti (cosa molto apprezzata dai progettisti). Tra i brand italiani, a questo Coverings, Emilgroup riproponeva una top-collection di Cersaie 2018, Fap Ceramiche una proposta di strutture pen articolata e focalizzata sui rivestimenti, Marca Corona evidenzia formati chevron e strutture, come a Cersaie.

Foto 1-2 Emil – Superfici coordinate. Foto 3 Fap – Strutture decorative. Foto 4 Italgraniti – Mosaici e strutture.  Foto 5-6 Marca Corona – Strutture e Colori (Fonte foto 6 Facebook). Foto 7 Piemme – Strutture. 

Mosaici
Accanto ai due classicissimi mosaico e muretto su rete (unici a sopravvivere in tempi di crisi) stanno affermandosi altre forme e formati tra cui il muretto con spessori diversificati, il mosaico a esagone o losanghe, il micromosaico.

Foto 1 Esagone allungate. Foto 2 Isla – Mosaici e muretti. Foto 3 Marazzi – Concreto.

Le grandi lastre viaggiano invece su binari diversi, ma crescono varie configurazioni di servizi per decorazione digitale personalizzata, anche in pezzo unico, con risultati estetici del tutto sovrapponibili al mondo wallpaper.

6 LA CERAMICA: UNA SCELTA SICURA (MA SOLO SUL WEB)

Nel 2018 il distretto ha scoperto che la ceramica ha un aggressivo nemico. Si chiama Luxury Vinyl Tiles (abbreviato in LVT): pavimenti in laminato plastico che grazie alla tecnologia digitale sono belli e fedeli come le ceramiche (digitali anche loro) soprattutto ahimè nel simil-legno.

E’ una brutta sorpresa, da 40 anni eravamo noi l’unico nuovo che avanza sostituendo moquette, marmette e parquette.

Qui in America le LVT mordono quote alla ceramica, grazie alla rapidità e facilità di posa. Chiunque può posarli, sono ideali per le case di legno americane e per la locale propensione al fai-da-te. La comunicazione LVT attacca furbescamente i punti deboli della ceramica (warm underfoot, easy installation).

A sostegno delle piastrelle, Confindustria Ceramica (sembra collaborando anche con associazioni analoghe di altre nazioni) ha varato una una campagna di comunicazione a difesa della piastrella, intitolata “La Ceramica, Una Scelta sicura”.

In concreto, sono video sponsorizzati su youtube e altri canali social e una sezione dedicata nel sito ceramica.info

Gli associati stanno diffondendo questi contenuti sul loro sito e pagine social e sulla documentazione cartacea, ma in ordine sparso, ognuno come pensa meglio.

A Coverings, dentro agli stand che abbiamo visitato non ci sembra di aver visto riferimenti significativi a questa campagna. Non sarebbe male invece fare davvero gioco di squadra portando anche nella esposizione e comunicazione off-line, una simbologia unificata e comune a tutti, che può lavorare anche nei punti vendita a favore di tutto il comparto, senza il rischio di polverizzarsi e sparire nei cataloghi di linea brandizzati, che spesso non escono perché il rivenditore anche in USA nasconde la marca dei prodotti esposti (vedi il ns report del 2018 sulle show room di New York).

Tornando al web, sull’ottimo sito whytile.com (patrocinato da TCNA (Tile Council of North America, cioè la confindustria ceramica locale) l’esposizione dei vantaggi della ceramica, appare invece decisamente efficace e ben fatta.

I video (di confindustria) sono contestualizzati in modo eccellente collegandoli alle logiche del consumatore, con fotografie coinvolgenti e friendly. Merita una occhiata, c’è poco da dire, in queste cose gli americani sono forti e ci battono due a zero.

Foto 1 La ceramica. Una scelta sicura. Foto 2-3 LVT. Foto 4-5-6 whitile.com

7 INTARSIO WOOD EFFECT IS THE NEW CEMENTINE?

A Coverings erano esposte diverse decorazioni stile “intarsi misti” su tipologie effetto legno (Piemme, Sant’Agostino, Emilgroup, Elios e altri).

Gli intarsi effetto legno saranno le nuove cementine? Sta sbocciando una nuova tendenza? È presto per dirlo. Apparentemente queste cementinelegnoline hanno un feeling stilisticamente più circoscritto, ottime per una casa in val Gardena, meno per un loft di Manhattan, ma per ora il potenziale non è ancora stato sviluppato e scoperto del tutto.

Foto 1-3 ACIF Emilgroup – Decorazioni legno Foto 4 ACIF Emilgroup – Decorazioni optical  Foto 5 Elios – Trentino Decori geometrici Foto 6 Piemme – Decorazioni (Fonte foto Linkedin) Foto 7 Piemme – Zona effetto legno Foto 8 Piemme – Decorazioni (Fonte foto Facebook) Foto 9-10 Sant’Agostino – Intarsi

8 ONYX IS THE NEW MARMO

La primavera americana ha portato un florilegio di onici, arabescati, agate e marmi fioriti.

Certamente nell’universo del marmo ceramico c’era fame di alternative ai soliti noti… diversi brand hanno pensato di orientarsi (anche) verso il filone degli onici (& C).
Probabilmente l’impatto scenico degli onicioni maxi formati Iris Ceramica Group (che restano il benchmark come profondità e impatto estetico) ha un po’ riportato l’attenzione su questa tipologia… di fatto a Coverings registriamo la presenza di diverse proposte onyx style anche in misure più umane …e americane. Portare gli onici su formati normali è una sfida, perché le caratteristiche del materiale (sfumature più che venature) sono maggiormente esaltate e assecondate dai formati grandi, infatti le interpretazioni sono decisamente diversificate.

Effetti di composizioni a macchia aperta (a volte un po’ caleidoscopici) negli onici e/o arabescati in vetrina da Atlas Concorde e Cerdomus.

Sempre in formati classici, menzione speciale per Sant’Agostino ma anche Milestone/Forim (look più soft) e per un arabescato di Inalco (border line tra marmo e onice ma molto bello come trasparenza e profondità)

Per le grandi lastre il tema è stato trattato in modo molto caratterizzato da Nuovo Corso con una venatura very strong.

Pensierino della sera: la presenza di tante proposte onyx style …sarà una coincidenza o è la partenza di una tendenza
(ai posteri l’ardua sentenza, scusate la rima, abbiate pazienza).

Foto 1 Atlas Concorde (Fonte foto Facebook). Foto 2 Atlas Concorde – Onice Arabescato (Fonte foto Instagram).  Foto 3 Cerdomus – Onice. Foto 4 Inalco – Arabescato. Foto 5-6 Iris Ceramica Group(Fonte foto Facebook). Foto 7 Milestone – Florim (Fonte foto Facebook). Foto 8-9 Nuovocorso Big Slabs. Foto 10 Sant’Agostino – Onici Foto 11 Tau Ceramica (Fonte foto Facebook).

9 HAPPY HOUR DEI MARMI

Posto che in USA il marmo bianco è esageratamente iconico e insostituibile (molto più che da noi) quest’anno la monotonia ossessiva del Carrara si è interrotta: a puntare prioritariamente sul bianco era solo una parte (quasi minoritaria) degli stand.

Al contrario, le proposte di altri marmi in vetrina erano abbastanza diversificate. Stilisticamente, nel complesso le tipologie esposte, sommate ai tanti onici, stanno spostando il baricentro dello stile verso una opulenza più marcata e appariscente. Questa linea è coerente con la moda: le vetrine di Via Montenapoleone o via Condotti mostrano ori e colori sgargianti, ammiccando più al vistoso che verso il buon gusto, saziando le aspirazioni dei tanti e spendaccioni compratori orientali. Abbiamo anche il sospetto che la sovraesposizione mediatica di influencer, rapper, calciatori e fashion blogger stia ancor di più orientando il gusto dominante verso il tamarro-kitsh.

 

Tornando al gres de noantri, le proposte di marmo quest’anno erano più variate, non tutte nuovissime ma certamente in grado di caratterizzare e diversificare le offerte dei marchi.

 

Nota di costume: più d’uno ci ha fatto notare una novità espositiva, cioè le grandi lastre stampate (sembra su carta o materiale simile). I trendsetter più illuminati identificheranno qui il punto d’incontro tra ceramica e wallpaper….. forse il digitale ci sta un po’ scappando di mano.

 

Tornando a parlare seriamente, intanto abbiamo notato che le grandi lastre rispetto agli ultimi due anni apparivano meno presenti, polarizzate negli stand di chi le produce effettivamente, lasciando campo a formati più operativi.

 

Non abbiamo trovato un tratto comune “dominante” se non la ricerca di espressioni nuove, con un certo carattere: venature “pettinate” o diagonali, colori che spaziavano dal verde (che si dice avrà un futuro radioso) al caramel, ma anche grigi, marroni, ruggine, neri con venature di vario tipo e naturalmente bianchi ma con venature particolari, finissime o molto marcate.

Il discorso vale per formati classici e grandi lastre, dove registriamo qualche new entry straniera e non solo, con piccole ingenuità espositive. Nella gallery fotografica, alcune tra le proposte presentate da player italiani e non solo.

Foto 1 Abk – Marmi mix. Foto 2 Antolini – Marmo con Antimacchia. Foto 3 Atlas Concorde – Marble room (Fonte foto: website). Foto 4 Atlas Concorde. Foto 5-8 Emilgroup – proposte marmo. Foto 9 Fiandre – Galleria white and black and man. Foto 10 Fiandre – il nero più nero. Foto 11 Fondovalle – All white. Foto 12 Fondovalle – Formati piccoli (Fonte foto Facebook). Foto 13 Inalco – Stile e originalità. Foto 14 Iris Ceramica Group. Foto 15 Iris Ceramica Group – Bookmatch. Foto 16 Italgraniti – Black and White  on bookmatch (Fonte foto Facebook). Foto 17 Kuthaya – Turchi che non scherzano. Foto 18 Lastra indiana con installazione spartana. Foto 19 Lea – Marmo bianco e design, con dito ;). Foto 20 Marmi stampati su cartone.

10 PRODOTTI GLOBAL E PRODOTTI LOCAL

A Coverings è abbastanza evidente la bipartizione dell’offerta targata Italia in due categorie di prodotti, che potremo definire LOCAL e GLOBAL.

Collezioni LOCAL
Sono le linee create specificamente per le fasce centrali del mercato locale americano e potenzialmente per generare vendite consistenti.

Ardesie, travertini, legni: tutto in formati che per gli standard italiani sono medio-piccoli e con un look un po’ antiquato.

Ormai queste tipologie sono quasi tutte prodotte in USA negli stabilimenti dei gruppi italiani, anche per saziarne la capacità produttiva. I costi di trasporto incidono, gli stabilimenti italo-americani hanno saturato questa fascia del mercato, mettendo fuori gioco i materiali simili importati dall’Italia, troppo penalizzati dalla logistica.

La conseguenza è che sono quasi estinte nel made in Italy le collezioni “per l’America” che uscivano in primavera per presentarsi in fiera con qualcosa (per noi è un peccato…. Facevamo tanti bei cataloghi).

Foto 1-2 Panaria – Made in US (Fonte foto Website).

Collezioni GLOBAL
L’interior design, l’architettura delle residenze di lusso e degli spazi commerciali di tendenza viaggiano da tempo verso uno stile e un gusto trasversale e globalizzato rispetto a geografie e culture.

I loft di prestigio, le boutique e gli hotel di lusso utilizzano le stesse superfici in tutto il mondo.

Per quanto riguarda la fascia alta, il design di prodotto si è declinato in una serie di tipologie che di fatto sono trasversali rispetto ai diversi mercati. Non solo per le grandi lastre ma anche per le grandi collezioni – sistema delle marche top, o le ceramiche di nicchia da boutique.

Non sorprende quindi vedere anche a Coverings come diversi brand “di riferimento” avessero in vetrina collezioni già esposte a Cersaie. Per questi prodotti, il mercato è planetario: un negozio in stile nordico, un resort in stile natural, un ristorante o boutique tutto marmo possono nascere ugualmente a New York,a Parigi, Mosca, Osaka.

Chiaramente quando le serie Global e Local (made in USA) convivono nello stesso stand, il contrasto è piuttosto evidente e lo si nota… situazione insolita e improponibile, ad esempio, a Cersaie.

C’è da dire che quest’anno per i prodotti local si sono viste alcune serie più moderne, caratterizzate e rifinite, con un percepibile innalzamento del livello. probabilmente per elevarsi rispetto alla media delle produzioni italo-locali che a un certo punto saturano la domanda.

11 SOLD OUT

“Ah, questa serie è già venduta”. Entrando in alcuni stand può capitare di sentire questa frase, originata da consuetudini commerciali che a noi profani suonano un po’ particolari.

Parlando di collezioni “top” importate dall’Europa, ai distributori più importanti spesso viene concessa una protezione commerciale, cioè l’esclusiva per una regione o per il continente, per una linea, una serie, un colore. I punti vendita devono investire per importare, stoccare, esporre, promuovere un certo prodotto, sul quale chiedono di essere tutelati.

Sta di fatto che ad ogni nuova stagione, i distributori più svegli cercano di prenotare in anticipo le collezioni più interessanti: qui dicono first come first served, chi primo arriva meglio alloggia.

Così, durante l’allestimento del Coverings, i top buyer trovano il modo di setacciare gli stand in costruzione per individuare le novità più appetitose. E prima che la fiera apra, hanno già trattato l’accordo assicurandosi l’esclusiva che gli interessa.

La conseguenza è che quando apre la fiera alcune serie esposte sono già state assegnate in esclusiva, quindi teoricamente …. non c’è bisogno di esporle. Qui il costo per ogni mq di prodotto esposto è altissimo, invece che mostrare prodotti già venduti a forse converrebbe portarsi delle “riserve” per rimpiazzare in vetrina le serie già prenotate.

12 COSA ABBIAMO VISTO DI INTERESSANTE (MIX)

Un particolare legno-bambù di Isla, originale anche nelle personalizzazioni. Isla aveva uno stand ben architettato, che sfruttava lo spazio in modo molto funzionale. Interessante anche l’altra collezione presentata, un marmo che puntava molto sui mosaici.
La collezione-vetro di Refin, tecnicamente innovativa, ha fatto un certo parlare, certo che queste tinte unitissime e lucidissime non perdonano il minimo granello di imperfezione.
La serie Mood di Atlas Concorde, organizzata per stili e creata da una nota designer americana (vedi sotto) un progetto importante sviluppato in modo completo. Molto razionale e visivamente armonioso lo stand Atlas, che organizzava, ad esempio, le proposte marmo in un ambiente, le proposte legno in un altro ambiente.
I prodotti di Emilgroup, con una percentuale molto alta di soluzioni originali che non si trovano negli altri stand.

Foto 1 Isla – Inspirazione Bamboo. Foto 2 Isla. Foto 3 Refin – Vetro-ceramica (Fonte foto Facebook). Foto 4-5 Atlas Concorde – Mood (Fonte foto Website). Foto 6 Atlas Concorde – Wood room (Fonte foto Website). Foto 7-10 Emilgroup.

La rincorsa per sfruttare lo spazio in altezza. Florim è l’unica ad avere il privilegio di una villetta a due piani. Marazzi con una struttura dove lo spazio in alto è utilizzato per la comunicazione grafica.

ABK con una parte di esposizione marmorea svettante verso l’alto tipo cattedrale gotica.

Foto 1 Florim (Fonte foto Facebook).  Foto 2 Marazzi – Altezza. Foto 3 ABK – Alto di gamma e di stand.

13  MINESTRONE FINALE TRA CELEBRAZIONI E CELEBRITA’.

Celebrazioni: 30-50-70… chi offre di più?

E’ l’anno delle celebrazioni e dei compleanni. Nozze d’argento, d’oro e di platino con la piastrella. Diamo conto di tre ricorrenze in ordine crescente.

Coverings festeggia i 30 anni. Su 12 aziende presenti in tutte le 30 edizioni, ben 8 sono italiane!

A dire il vero, delle 8 italiane, parrebbe che 3 siano di proprietà straniera.

Comunque, grande serata organizzata da Ceramics Of Italy al Blue Martini con premiazione dei magnifici 8 e del leggendario pioniere della piastrella sassolese in Usa (mr. Tony Poggi, applauditissimo).

Tutto come sempre in una genuina atmosfera di fraterna conterraneità sassolese.

Atlas Concorde e Serenissima festeggiano i 50 anni. Per entrambe, grande paretona celebrativa a decorare il lato cieco degli stand.

Ragno festeggia i 70 anni. Con scritta luminosa, relativamente discreta. 70 anni sono tanti, ma poi c’è sempre qualcuno più longevo di te. Marca Corona guarda tutti dal 1750 o giù di lì, quando in America c’erano solo i pellerossa.

Foto 1 Ceramics of Italy – Premiazione 30 anni (Fonte foto Facebook). Foto 2 La torta dei 30 anni di Coverings. Foto 3 Tony Poggi premiato. Foto 4 30 anni di Coverings. Foto 5 50 anni di Atlas Concorde. Foto 6 50 anni di Serenissima  (Fonte foto Facebook). Foto 7 50 anni di Serenissima. Foto 8 70 anni di Ragno.

Celebrity: Laurie Smith.

Atlas Concorde USA annuncia l’ingaggio di Laurie Smith, nota designer, giornalista, personaggio televisivo, scrittrice, specializzata nell’interior design (il suo libro Discovering Home – Find Your Personal Style, è un manuale pratico per chi desidera rivedere e personalizzare la propria casa). Laurie apporta progettualità (firmando una collezione) notorietà e una grande conoscenza dello “stile americano”

 

Celebrity & selfie: The cat is BALL.

The cat is back e regala una ball!

Piastrelle con il personaggio cartoon Felix the cat, ma soprattutto un fondale irresistibile per tanti selfie. Perfetto il concorso con pallone premio premio a chi followa DelConca sui social e hashtagga un selfie… 200 palloni ogni giorno! Tutto molto ingaggiante!

 

Celebrity & selfie: i pirLati dei Caraibi.

Avvistato a Coverings un quasi Jack Sparrow… e dove succede qualcosa magicamente l’equipaggio UFO compare, perfettamente contestualizzato in stile pirati dei caraibi.

14. RINGRAZIAMENTI

Ringraziamo davvero dal profondo amici e clienti che hanno condiviso con noi questa esperienza, aiutandoci, sopportandoci, sfamandoci e dissetandoci, condividendo tempo, cibo, parole, bevande qualche sana risata, durante la fiera e anche dopo.

Menzione speciale per il chitarrista triste e solitario del Bahama Breeze di Orlando, che ha suonato tre canzoni apposta per noi 4 maschioni e per il cameriere spiaggiato su una panchina, che si è risvegliato alla grande dalla trance per indicarci una pizzeria notturna.

Foto 1 Bahama Breeze – Chitarrista. Foto 2 Entusiasmo nella ricerca di una pizzeria notturna. Foto 3 Ringraziamenti. Foto 4 Saluti e foto di famiglia messicana.

15. CORSI DI RECUPERO

Ti sei perso i nostri report precedenti? Ad esempio il racconto di Cevisama 2019, quello delle visite alle show room di New york City 2018, o Cersaie 2018? A grande richiesta li abbiamo apparecchiati a questo link.

 

16. RESTIAMO AMICI

Se vuoi sapere qualcosa di più sui servizi di UFO.ADV o fare due chiacchiere con noi, possiamo incontrarci senza impegno, al costo di un caffè.

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