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REPORT CEVISAMA 2020

La fiera spagnola – in calendario dal 3 al 7 febbraio 2020 – è la seconda per estensione e importanza dopo il Cersaie di Bologna (nel 2020 si terrà in data 28/9 – 2/10). Il trittico delle manifestazioni più rilevanti della ceramica si completa con Coverings – USA (20-23 aprile 2020 a New Orleans).

Tempo di lettura 7 minuti

0. VALENCIA 2020.

Anche quest’anno una delegazione (in edizione compatta) di UFO.ADV ha visitato Cevisama.

Qui trovate il nostro report informale: un mix di impressioni e appunti, frutto di quello che abbiamo visto e di qualche chiacchierata con addetti ai lavori. Come sanno i fedelissimi che leggono i report UFO.ADV, si tratta di un racconto che non vuole essere una rappresentazione esatta e statistica di tutta la manifestazione, sono osservazioni del tutto personali, ufficiose e non omologate che probabilmente non supereranno mai i test delle norme europee EN 14411.

1. VALENCIA MON AMOUR

Valencia è una città che tutti (a ragion veduta) amano: “un posto dove abiterei volentieri”. Anche noi – confessiamo – siamo in prima linea tra gli estimatori.

Al nostro arrivo, di pomeriggio inoltrato la temperatura segnata sul taxi è di 26°C.

cevisama2020 - UFOADV

Le persone in centro passeggiano in maglietta a maniche corte. Sorge il sospetto di aver sbagliato abbigliamento guardando i giacconi invernali che fino a 2 ore prima facevano egregiamente il loro mestiere: poco male, riposeranno in un angolo dell’appartamento fino al rientro.

Tra le innegabili positività del Cevisama c’è sicuramente il piacere di assaporare un anticipo di primavera, con questo invidiabile clima, così dolce e tiepido che ci fa scordare nebbia, umidità e freddo della pianura padana.

Dopo una serata di acclimatamento tra tapas, birra e lo splendido vociare del centro storico siamo pronti e carichi per iniziare il tour al Cevisama.

2. ITALIANI: UN MANIPOLO DI CORAGGIOSI.

Tra i brand italiani, di fatto mancano quasi del tutto le aziende grandi e i marchi posizionati nella fascia alta, insomma di quei 20 stand che sono i must-see del Cersaie non ce n’è manco uno.

In questa fiera non esiste uno spazio o un padiglione per il made in Italy come oasi di distinzione, le aziende italiane sono disseminate tra le spagnole, come piccoli fortini sempre circondati su tutti i lati dai padroni di casa.

 

In verità, alla fiera mancano anche diversi brand spagnoli, Porcelanosa da sempre diserta, ma anche altre aziende “trendsetter” di fascia alta vedi Living Ceramics e Inalco, presente con un piccolissimo corner che riportava allo spazio allestito fuori dalla fiera. Per alcune importanti aziende iberiche (in particolare Porcelanosa) si narra di leggendari e faraonici eventi “open-house” che si sviluppano su un arco temporale molto ampio, anticipando la fiera.

3. IMPRESSIONI GENERALI

Nonostante le dichiarazioni ufficiali, la sensazione è stata di una fiera un po’ sottotono come presenze.

Non pervenuti orientali e arabi mentre i rumors parlavano di diversi clienti americani che avevano disdettato poco prima della fiera. L’esplosione della epidemia in Cina ha sicuramente influito nelle presenze last minute dal celeste impero.

 

Nel panorama complessivo, si delinea il posizionamento degli spagnoli come protagonisti della fascia media. In questo contesto, parecchi stand hanno una presentazione sobria ed elegante, gradevoli accostamenti di materiali e complessivamente una buona presentazione del prodotto che sanno valorizzare.

 

Sono diverse le aziende i cui stand propongono un tema o un concept, cercando di costruire un racconto che generalmente resta piuttosto semplice (e pertanto intuitivo) ricalcando in alcuni casi modelli già visti, ma l’effetto in generale è perlomeno discreto.

MOOD PRODOTTO. Come mood ispirativi per il prodotto, in particolare da pavimento, vincono pietre e marmi. Nei pavimenti è ancora forte la presenza di legno ceramico presentato sovente in abbinamenti crossover con altri materiali e comunque anche articolato in gamme robuste.

RIVESTIMENTI A GOGO. Molto ricca come sempre l’offerta di ceramiche da rivestimento (tipologia ormai marginale per gli italiani ma ancora assai praticata dagli iberici). In via generale le proposte si polarizzavano in due aree.

Da un lato il 20×20 a soggetti misti cucinato in tante salse diverse, non solo nella classica cementina. Probabilmente questa soluzione sta dando buoni riscontri nei mercati di riferimento spagnoli, visto che era presente in molti stand, con diverse aziende che si sono esercitate in variazioni sul tema per sfruttare il filone con qualcosa di nuovo.

RILIEVI MISTI TON-SUR-TON. Il concept più diffuso vede ancora una volta un grosso lavoro di strutture a rilievo tono su tono (in alcuni casi arricchite a terzo fuoco). Molto spesso le collezioni sono impostate come serie integrate multisuperficie pavimento + rivestimento. Questi progetti sono presenti nella maggior parte delle aziende, con interessanti variazioni sul bianco anche corredati dal colore in modo da poter alternare e combinare superfici piane con strutture. Le strutture a rilievo, geometriche o con effetti “handmade” sono interpretate sia su progetti di colore che su progetti di pietre.

 

WALLPAPER. Molto diffuse le grafiche tipo wallpaper: a fiorelloni, fogliame misto, canneti con animali tipo scimmiette, pavoni e altro. I temi grafici trovano ampi riferimenti da quanto visto a Cersaie 2019 o nei cataloghi di carte da parati.

In alcuni casi questi decori dal forte impatto visivo erano (giustamente) accostate a superfici di riposo più minimal, altre volte le decorazioni a wallpaper erano presentate in abbinata con un fondo molto grafico, con risultati un po’ bizzarri, forse privilegiando l’idea di fare un po’ di show.

A QUALCUNO PIACE FREDDO. Da notare la presenza in diversi stand di qualche parete decisamente appariscente e caratterizzata per promuovere la decorazione a freddo on demand, che spesso diventa un fattore di forte impatto visivo per lo stand. Opinione personale, in alcuni spazi la situazione forse è un po’ sfuggita di mano dando vita a frastornanti teatrini psichedelici.

ISPIRAZIONE O DEJA-VU? Colti da una improvvisa sensazione di flash-back e deja-vu, in alcuni casi ci è parso di intravvedere dietro ad alcune proposte iberiche una ispirazione a prodotti di forte personalità visti a Cersaie 2019, vedi il legno cemento di Provenza o il cemento cassero di Sant’Agostino. Niente di scandaloso, di fatto le ispirazioni incrociate sono di casa anche da noi da tempo immemore, anzi probabilmente sono uno dei fattori di successo del nostro distretto.

COLOR-OF-THE YEAR. Tanto per apparire sul pezzo con le ultimissime tendenze, in alcuni stand campeggiava in esposizione la valorizzazione del “color of the year 2020” (cioè il PANTONE 19-4052 Classic Blue). Saltava all’occhio qualche parete rivestita di una pietra molto decorativa dominata dal colore blu …ma in diversi casi con grafiche realizzate in modo un po’ grossolano e dal gusto piuttosto greve, dubitiamo possa aprire significative prospettive commerciali nei mercati dal gusto più “educato”.

 

CROSTINI ANCORA DA MANGIARE. Anche a un occhio non espertissimo e a un naso non sopraffino (evitiamo battute) alcune grafiche di prodotto soprattutto in grande formato non apparivano esattamente sublimi, persino un osservatore non esperto di prodotto coglieva qua e là qualche collezione dalla grafica piuttosto grossolana, spiattellata (ah, la tanto agognata profondità) e quasi sgranati nella definizione.

5. TAPAS CERAMICAS. 16+1 COSE CHE CI SONO PIACIUTE.

Entrando nello specifico con tanto di nomi e cognomi, ecco alcune proposte che per una ragione o per l’altra ci hanno incuriosito o colpito.

 

 

MUSICA. Keraben Grupo coi suoi marchi ha portato avanti il tema musica creando micro ambientazioni che ruotavano attorno al mondo musicale, passando attraverso i mostri sacri del rock degli ultimi 70 anni (Metropol), oppure alle scenografie più caraibico/coloniali di Casa infinita fino ai jazz club americani (Keraben). Piacevole la installazione-animazione musicale esterna e buona la presentazione dei prodotti.

MOODBOARD Gradevoli le mood board di Roca, un linguaggio visivo certamente non rivoluzionario ma che nella fascia di prodotti mainstream svolge bene il lavoro di evidenziare i possibili mix di prodotto e la palette cromatica.

OUTDOOR. Interessante la presentazione del progetto da esterno in Vitracer come area di ingresso esterna allo stand presentando oltre a tutte le applicazioni anche il riepilogo dei prodotti.

LIQUID DESIGN. Il gruppo ITT con ArkLam ha presentato lastre di buona fattura grafica, con un design ricco di delicate sfumature che sembrano ispirate alle contaminazioni tra liquidi trasparenti e colorati.

SEMPLICE MA ELEGANTE. Ben riuscita, con elegante sobrietà la presentazione di Azuvi che esponeva le strutture su prodotti in modo tecnico ma con gusto e ben accostando i prodotti.

CREATIVO. Interessante la collezione Round di Cicogres anche se non impeccabile nelle grafiche e forse non innovativa, ma rappresenta comunque uno sforzo interessante.

SHOW COOKING. Alla Tau trionfava l’immancabile show cooking, non troppo originale ma agli spagnoli piace parecchio, infatti lo stand era davvero pieno con una folta schiera di pubblico e una corposa coda per assaggiare!!

PADIGLIONE 6: L’ALTRA FIERA. Al padiglione 6 erano in mostra anche prodotti non strettamente ceramici, interessante i microcementi e le maxi strutture da rivestimento (Kretta)

MINI STAND E FUORIFIERA. Sempre al padiglione 6, si trovavano diversi gradevoli e creativi mini-stand di alcune aziende italiane, mentre altri brand spagnoli presenti “ufficialmente” nei padiglioni tradizionali qui portano prodotti decisamente più chiassosi con chiaro intento di richiamo.

PIETRA SINTERIZZATA E GRANITO VERO. Neolith oltre alla tradizionale linea di lastre in “pietra sinterizzata” esponeva anche la linea Granith, raccolta di pietre “autentiche” con look prevalentemente granito, che affianca l’offerta classica. (Questa linea non è visibile nella versione italiana del sito).

TEGOLE E ALTRE IDEE. Interessante la presentazione di Harmony (gruppo Peronda), azienda dal tipico prodotto spagnolo ma ben presentato e supportato dai progetti di alcuni designer. Da notare il prodotto Bow by mut ispirato alle tegole per la copertura dei tetti mediterranei . Un fondo smaltato che diventa progetto.

FASHION, VINTAGE E COOL. Ho trovato interessante in Pamesa la collaborazione con la stilista Agatha Ruiz De La Prada con questo corridoio coloratissimo e questo espositore a valigia vintage ma di effetto. Vi segnalo se siete uomini dal sito della stilista due oggettini da non perdere nella vostra prossima collezione outfit:

BEST IN SHOW. Premio “miglior Stand” alla VIVES (sempre di un livello superiore) che presenta il prodotto tipico Spagnolo con buon gusto e stile moderno. Anche in questo stand come in molti altri casi gli specchi ingannano il visitatore sulla reale profondità, l’effetto è davvero notevole.

ORIGAMI. Piacevole e anche originale, il racconto con origami di Platera, che anche negli accostamenti di prodotto mostra un equilibrio ricercato con proposte accattivanti e credibili.

INDIANI GRIFFATI? 
Merita una menzione la ceramica indiana Velsaa che presenta in pole position una scritta Boss che ricorda (abbastanza) il marchio di una nota maison di moda. Incuriositi dal capire se il vecchio Hugo è parte del progetto, tentiamo di entrare nello stand, ma dopo una occhiata veloce siamo letteralmente assaliti da un venditore in modalità piranha (in perfetto stile indiano: non riesci 
mai e poi mai a dare una occhiata in pace ai loro stand).

CORNICI. Viste e riviste ma con un risultato piacevole, Saloni propone cornici che inquadrano alcune composizioni stilistiche che ne escono valorizzate, lasciando comunque libero il prodotto.

STREET FOOD ZONE

Infine, da elogiare una particolarità di Cevisama: la food court, un’ampia e piacevole oasi di relax che oltre al tradizionale cibo da fiera offre varie e stuzzicanti opzioni di street food gourmet e addirittura un’area con la possibilità di fumare narghilè.

Dobbiamo ammettere che facendo un paragone con l’offerta gastronomica “al pubblico” della Fiera di Bologna, la Spagna stravince a mani basse (anche non tenendo conto del narghilè).

4. SCOUTING E DOPO-SCOUTING

Abbiamo girato in lungo e in largo i padiglioni più importanti, soffermandoci in molti stand e scambiato chiacchiere e osservazioni. Raramente abbiamo incontrato il cartello “Vietato fotografare” molto di moda in altre fiere.

 

Finite le dure giornate di scouting, dopo una doccia ci si ritrova tutti quanti in centro città. Davanti a tapas, cervezas e agua de Valencia si tirano le somme della giornata e si raccolgono le news di settore, tra voci ufficiali, spetteguless, rumors e sentito dire.

 

Il nostro street- referendum sentenzia che tutti i “commerciali” che abbiamo incontrato amano senza riserve la città e questa fiera, dove i ritmi e gli impegni restano dolcemente mediterranei. La fiera di Valencia permette di far due chiacchere alla sera e di godersi il tempo libero, a differenza del Cersaie dove ogni minuto è prezioso e ogni giorno ti incalza con eventi, appuntamenti e risultati da portare.

Oltre al clima invidiabile, Valencia offre anche il mare, pertanto alcuni scelgono di spostarsi di pochi km dal centro città e soggiornare sulla costa, godendosi il fine giornata on the beach.

5. FOTOGALLERY AGGIUNTIVA

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