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REPORT CERSAIE 2019

Cersaie, Cevisama, Coverings, Milano Design Week: dal 2017 il Report di UFO.ADV sta diventando un appuntamento tradizionale e… atteso: grazie a chi incontrandoci ha manifestato apprezzamento per i report passati, sollecitando l’edizione di Cersaie 2019. Eccola!!!

Tempo di lettura 8 minuti

0. PIEDI PER TERRA: REPORT CHI COSA E PERCHE’.

Tenendo i piedi per terra (sulle piastrelle) ricordiamo che questo report è un servizio della UFO.ADV per i propri clienti (presenti e futuri) dove raccontiamo in modo informale e ironico le nostre personalissime impressioni e riflessioni su quanto abbiamo visto e sentito nelle giornate di Cersaie.

Non siamo analisti economici né giornalisti e neanche influenZer: la UFO.ADV è un’agenzia che offre servizi di comunicazione focalizzati su ceramica e interior design, fa parte del nostro lavoro tenerci aggiornati, osservando le tendenze e come sono presentati i prodotti. E questi sono i nostri appunti.

Un’ultima cosa: ci sforziamo di avere una prospettiva indipendente, come se fossimo visitatori esterni e non parti in causa. Nei report ci siamo ripromessi di non enfatizzare progetti realizzati da noi, anche per doverosa riservatezza.

Quindi i nostri clienti non si devono sentire penalizzati o tristi se non si vedono citati: pensiamo a loro tutti gli altri 364 giorni dell’anno.

1. UN CERSAIE FRIZZANTINO

Come impressione generale, abbiamo respirato un fermento propositivo: in parecchi stand si leggeva la volontà proporre qualcosa di nuovo e fresco, il coraggio di avventurarsi fuori dalla comfort zone dei prodotti sicuri (che poi sono quelli banali e quindi uguali per tutti).
Il movimento potrebbe essere letto come una reazione alle “poco brillanti” performance di vendita su alcuni mercati nel 2018-19, che ha stimolato le aziende a fare qualcosa di nuovo e diverso (e qui il videoguru Alberto Forchielli uscirebbe il suo sacrosanto hashtag: #muovereilculo).

Oltre i fantastici 4.
A seguito del grande gelo calato dal 2008, l’atteggiamento dominante è stato un prudente galleggiamento nel sicuro mainstream delle tipologie già e consolidate. Tant’è che in parecchie edizioni di Cersaie si sussurrava di un appiattimento quasi imbarazzante, polarizzato sui fantastici 4 prodotti-certezza: pietra grigia + marmo bianco + riproduzione del legno + cemento.
E invece questo Cersaie 2019 già come colpo d’occhio generale lascia percepire un cambio di passo, con colori, materie e segni decorativi variegati e multiformi.

Anche la media degli stand cresce di livello mostrando una continua evoluzione verso una più efficace qualità espositiva e cura dei dettagli. Il livello generale è elevato, questo riguarda il made in Italy ma anche parecchi stand stranieri.

Concentrarsi sui punti di forza.
Nota positiva, una decisa tendenza delle aziende a focalizzare le nuove proposte sui punti di forza del proprio brand, evitando di disperdere energie, cercando avventurosi eldorado in segmenti diversi, dove magari altre realtà sono più specializzate, attrezzate e competitive.
Così sforzi e investimento, come minimo, vanno a riaffermare e rafforzare identità e posizionamento dei brand.

Foto 1 41042. Foto 2 Ariostea. Foto 3 Atlas Concorde. Foto 4 Cerdomus. Foto 5 Cifre. Foto 6 Cotto Vietri. Foto 7 Fondovalle. Foto 8 Gruppo Romani. Foto 9 Novoceram. Foto 10 Marca Corona. Foto 11 Mutina Chymia. Foto 12 Sant’Agostino. Foto 13 Tonalite. Foto 14 Casabella.

2. IL SALTO DI QUALITA’.

Per quanto riguarda le tipologie più comuni, lo scontro frontale con competitor low-cost di altri paesi è sempre più insidioso.
Il fortino Italia è accerchiato: da oriente con grandi formati e marmi (vedi Rak e Indiani vari), dalla Spagna con una crescita aggressiva a livello di design e di finiture (guarda i nostri report delle fiere Cevisama e Coverings 2019).

La ceramica italiana è condannata a spostare continuamente l’asticella del posizionamento verso l’alto. offrendo non solo “roba per coprire il pavimento” ma proposte che hanno anche un valore immateriale, che viene percepito in termini di emozione, soluzioni, design, affidabiltà.

Ecco, chi completa il salto di qualità riesce ad avvicinarsi alla fascia di utenti con budget più elevato, che si possono permettere di soddisfare esigenze più evolute e complesse.
Sono utenti di tutto il mondo che hanno maturato un certo gusto estetico globalizzato. Si appoggiano a progettisti e arredatori: cercano materie in grado di definire il proprio stile e personalità. Soluzioni modulabili su misura, un elevato livello di finiture e affidabilità tecnica.

Foto 1 Del Conca Faetano. Foto 2 Ceramiche Lea. Foto 3 Elios Ceramiche. Foto 4 Emilgroup. Foto 5 Gemma Egitto. Foto 6 Gruppo Romani. Foto 7-10 Marca Corona. Foto 11 Rak. Foto 12-13 Sant’Agostino.

3. COS’ABBIAMO VISTO TRA GLI STAND

Linee di sviluppo multidirezionali e labirintiche.
Le novità proposte nel labirinto infinito dei padiglioni di Bologna suggeriscono molteplici direzioni di sviluppo, se i diversi segmenti mostrano linee di sviluppo autonome, proviamo comunque a isolare alcune linee comuni.

  • Colore nella ceramica tradizionale (tinte pastello e 60-70’s) e anche nel grande arcipelago dell’effetto marmo.
  • Attitudine a proporre coordinati
  • Tante combinazioni crossover tra effetti e collezioni (legno/marmo/pietra). Forse anche dovute a esigenze di ottimizzazione espositiva.
  • Strutture a rilievo di varia morfologia come arricchimento alternativo ai decori.
  • Un certo calo (da saturazione) per le cementine tradizionali, la logica dei multisoggetto mix vira su altre suggestioni
  • Un certo calo (da indigestione) nell’effetto legno e un po’ di stasi anche nella ispirazioni alle pietre
  • Vistose quinte decorate stampate e colorate stile wallpaper. Il fumo c’è, da capire quanto è l’arrosto.

Foto 1 Naxos – Colori e fantasma. Foto 2 Novabell – effetto Legno. Foto 3 Mutina – strutture. Foto 4 Marca Corona -strutture e colori. Foto 5 Kale – crossover legno e pietra. Foto 6 Gruppo Romani – colori pastello. Foto 7 Fioranese – strutture.

4. SPEZZATINO, SPEZZATONE E STRACCIATELLA

Tra le creazioni più vistose e in vista, annotiamo le superfici con look “spezzatino” cioè l’assemblaggio di frammenti multicolore con varie pezzature, da mini a maxi.

La tendenza nasce da variazioni sul tema del terrazzo (come lo chiamano in USA) cioè il granigliato alla veneziana, protagonista del 2018.
Nelle molteplici interpretazioni le graniglie appaiono ora mono o bi-cromatiche (Casalgrande P. – Marazzi) ora colorate e/o diradate sconfinando dal terrazzo verso il mondo delle marmette e marmettoni (Del Conca). Sono i pavimenti tipici del dopoguerra, fino agli anni ‘60, quando si recuperavano gli scarti della lavorazione del marmo creando moduli quadrati composti da uno spezzatino di frammenti o pezzettoni di marmi mix, legati da cemento e poi lucidati.
Una variante più nobile delle marmette è la posa a palladiana dove i pezzettoni di marmo sono posati e levigati in opera formando un’unica superficie senza fughe.
Partendo dalla palladiana, nelle moderne interpretazioni a volte i frammenti si diradano fluttuando in una base monocromatica, si crea l’effetto stracciatella che offre superfici dall’impatto visivo piuttosto accentuato (Fioranese, Sant’Agostino, Emil)

Questo filone ispirativo spesso organizza le proposte in collezioni che offrono ricchi coordinati con texture e granulometrie diverse fino quasi alla tinta unita. Il tema del coordinato è interessante, lo approfondiamo successivamente.

Capostipite del filone “stracciatella – palladiana”, potrebbe essere stata la serie New Deco di Sant’Agostino del 2018.

Dai palazzi del ‘700 al condominio degli anni ‘50.
Scherzando ma non troppo potremmo dire che l’ispirazione sta spaziando dal battuto veneziano dei nobili palazzi del ‘700 ai marmettoni del condominio anni ‘50-60. E qui ci viene un po’ di nostalgia, nel ricordare i pavimenti con le marmette lucide dove le nostre mamme o nonne dovevano settimanalmente applicare la cera passando l’immancabile lucidatrice elettrica. E nel tinello o nel salotto buono si entrava solo con i piedi sulle pattine.

Foto 1 Abk. Foto 2 Sant’Agostino – New Deco 2018. Foto 3 Sant’Agostino – Insideart 2019. Foto 4 Marazzi – Ghiaia. Foto 5 Florim. Foto 6-7 Fioranese. Foto 8 Casalgrande Padana. Foto 9-10 Ceramiche Del Conca. Foto 11-13 Emilgroup. Foto 14 Florim.

5. COLLEZIONI – CONCEPT COMPONIBILI

Sviluppando il concetto di assortimento, si orienta il focus dell’offerta verso uno step superiore, costruendo un valore immateriale più sofisticato e difendibile. Dalla singola “piastrella” a rischio di sostituzione, l’offerta si eleva verso un avvolgente sistema di elementi coordinati che permettono di modulare configurazioni personalizzate per ogni ambiente, aggiungendo valore e unicità.

Al posto dei tradizionali drappelli di timide serie di 4 colori e 3 formati, che si presentano il primo giorno di fiera e dopo 5 giorni si contano caduti e meteore, si dispiegano potenti collezioni-sistema con assortimenti componibili formati da materie, superfici e pattern da combinare.

Al centro dei progetti c’è un concept, magari valorizzato con un buon storytelling, cioè una supecazzola che romanza la suggestione ispirativa del prodotto: i pavimenti dei palazzi veneziani, le pietre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, i crateri della luna, le finestre di Key West.
Scherzi a parte, a volte si eccede con la fantasia, ma è dannatamente importante arricchire i prodotti di suggestioni e contenuti immateriali. La gallina di Banderas, gli occhiali di Paul Newman, il taccuino nero di Chatwin… la storia ci è piaciuta e abbiamo pagato il giusto, con piacere.

Ceramicamente parlando, il nucleo creativo della collezione viene magistralmente declinato dai product manager sviluppando colori, texture e materie coordinate, andando a comporre un complesso organico dove magari molti componenti sono “normali” e “vendibili” ma l’insieme acquisisce un carattere originale.

Le illimitate soluzioni compositive saranno adeguatamente visualizzate dalle immagini fotografiche. Non è un caso che in molti stand, accanto al prodotto posato compaiano con maggior frequenza fotografie e monitor con immagini o video della collezione (solo chi è partito con il giusto anticipo le avrà).

Queste gamme allargate, in teoria sarebbero conformate in modo da non zavorrare troppo i magazzini di articoli a bassa rotazione: la maggioranza degli elementi sono prodotti in linea, offerti a prezzi standard e utilizzabili per ampie campiture, dunque potenzialmente vendibili in quantità e non solo come decori. La tecnologia digitale assicura ragionevoli lotti produttivi e costi al mq ordinari.

Tipologie di serie – progetto.
Come tipologie, molto in voga nel 2019 i sistemi macro-micro variamente componibili (Fioranese- Marazzi serie Ghiara – Emil) spaziando dalla versione unita a quella più maculata. Stessa logica con pietre con inclusioni fossili (Fioranese).
Lo stesso paradigma si può sviluppare anche con superfici cromaticamente unite, effetto resina (Emil) dove le diverse varianti giocano sulle strutture a rilievo a righe, con trama telata o anche formati brick e mosaici veri o simulati.

Il corredo di strutture a rilievo che portano la stessa grafica del modulo “liscio” è ormai un classico. Accanto ai soliti rigatini e rigatoni si esplorano altri rilievi: accentuati, diagonali, zigzaganti e cubisti (Fap) o trame quasi floreali.
Da taglio o produzione ad hoc, si creano anche listelli o piccoli formati con mix di finiture (italgraniti, Cerdomus).

Originale e un po’ particolare il lavoro sui marmi con elaborazioni e decorazioni abbinate al fondo (Tele di Marmi, Emilceramica, con nuove integrazioni). Da citare anche (vedremo) l’originale collezione Chymia di Mutina, che ripesca il formato 30×30.

Foto 1-3 Coem – macro micro. Foto 4 Sant’Agostino. Foto 5 Panaria Group. Foto 6 Mutina Chymia. Foto 7 Marazzi – Ghiara. Foto 8 Fioranese – macro micro. Foto 9 Fioranese. Foto 10 Fap Ceramiche – rilievi. Foto 11-12 Emilgroup – resina e superfici. Foto 13 Emilgroup – Tele di Marmo Revolution. Foto 14 Emilgroup – Tele di Marmo. Foto 15-16 Emilgroup – macro micro. Foto 17 Del Conca – materie e formati.

6. CINQUANTA SFUMATURE DI BIANCO

Il marmo bianco, si sa, è il best-seller universale, ma di Statuari e Calacatti s’è fatta un po’ indigestione, li hanno tutti, ma proprio tutti e forse metterli in vetrina è spazio sprecato. A Cersaie 2019 l’emancipazione liberatoria si è palesata in uno sforzo collettivo nel trovare altre soluzioni di marmo bianco lucido.

Tra le 50 sfumature di bianco c’era un po’ di tutto, comprese le lastre a macchia aperta dalla venatura allusivamente ginecologica, in stile ecografia o radiografia. Venature dritte, a rete, macchiate, chiazzate, agglomerate. Il nuovo prezzemolino è stato il Calacatta Oro: il bianco con venature calde, molto carico e orientato verso la tendenza sfarzo-opulenza.

Foto 1 AB Ceramics. Foto 2-3 Panaria Group. Foto 4 Nuovo Corso. Foto 5 Museum.  Foto 6 Marazzi Ragno, Foto 7-8 Keope. Foto 9 Impronta. Foto 10 Imola Ceramica. Foto 11-12 Fondovalle. Foto 13 Energie Ker. Foto 14 Emilgroup. Foto 1516 Caesar – Anima Ever. Foto 17 Ariostea. Foto 18-19 Apavisa.

7. ONICE, GIADA E PIETRE RARE

Dopo l’exploit degli onici (specialmente Maxfine e cugini) di Cersaie 2018, proseguito a Coverings 2019, si è consolidato un segmento di materiali preziosi “oltre il marmo”: Quarzi, onici, agate e pietre rare dai colori accesi e brillanti (sempre Maxfine – Fiandre – Ariostea, ma anche Cerdomus, Infinity, AVA -La Fabbrica, Imola, Sant’Agostino DelConca eccetera).

Questa nuova categoria di materiali, in grandi lastre ma anche in formati classici, esprime una bellezza appariscente, quasi sfacciata, probabilmente meno universale e versatile rispetto al marmo. Dal punto di vista tecnico-estetico, in certe interpretazioni raggiunge vette di trasparenze, lucentezza, sfumature di livello altissimo.

Foto 1 Apavisa. Foto 2 Nuovo Corso. Foto 3 IrisFMG – stand Cersaie 2019. Foto 4 Iris. Foto 5 Imola Ceramiche. Foto 6 Del Conca. Foto 7-9 Cerdomus. Foto 10 Ariostea.

8 LA CERAMICA – MATERIA

Nell’oceano del digitale perfetto e bidimensionale, vi sono alcune isole dove la ceramica è ancora materia, superficie, riflessioni, tattilità. Mettendo in campo un know-how ceramico a 360° e una sapienza tipicamente italiana, c’è chi si ingegna a lavorare sulla materia ceramica, cercando la suggestione e l’emozione di materiali vissuti, capaci di evocare atmosfere e storie, di dare sensazioni.

Lo sviluppo del prodotto è in pratica la costruzione di una materia che combina tecnologie ceramiche innovative con sistemi tradizionali o anche retrò, richiedendo abilità tecniche e sensibilità estetica: struttura, giochi di luce, sensazioni tattili. A volte gli effetti sono reali, altre sono sorprendenti effetti speciali che alla vista sembrano a rilievi ma toccando la superficie è piatta o quasi.

I materiali riproducono pietre usurate e scolpite (significative le creazioni di Cerdomus ed Edimax) legni recuperati e intarsiati (Sant’Agostino) formelle e maioliche artigianali (Tonalite, Cefia, Gruppo Romani) Significativo in quest’area, anche la rievocazione del Crogiolo di Marazzi con un omaggio affettuoso alla stagione pionieristica e semiartigianale della ceramica. Un altro filone materico va a recuperare suggestioni industrial e urban di metalli ossidati, casseri di cemento o frammenti di legno incastrati nel calcestruzzo (Sant’Agostino – Provenza).

Il filone “materico” non è limitata al recupero di suggestioni del passato di materie vissute, ma si apre anche a progetti originali.

L’altra faccia della medaglia. Se nei marmi si cerca la perfezione, qui si persegue l’imperfezione: è esattamente l’altra faccia della medaglia: Da non trascurare il concetto che esemplari autentici di pietre antiche, casseri o legni recuperati sono difficilissimi da reperire e pochissimo pratici da utilizzare, quindi la ceramica rende accessibili suggestioni e materie altrimenti impraticabili.

Foto 1-2 Abk. Foto 3 Marazzi-Ragno. Foto 4 Marazzi. Foto 5 Elios Ceramiche. Foto 6-7 Edimax.

9. LE GRANDI LASTRE

Seguendo la configurazione produttiva, ma non sempre, le grandi lastre hanno due approcci che vanno distinguendosi in modo più equilibrato e consapevole. Da un lato c’è chi si rivolge ai canali di vendita classici e propone le grandi lastre come parte nobile che completa collezioni imperniate sui formati ordinari (ma sempre grandicelli).
Dall’altro lato vi sono aziende specializzate nei maxi formati, compresi brand che si rivolgono nativamente a canali alternativi (arredo e contract, marmisti e installatori su misura) come Sapienstone, Infinity, Level.
Gli specialisti più agguerriti si caratterizzano per l’offerta delle lastre in più spessori (6-12-20mm) e le immancabili soluzioni a macchia aperta e/o con venatura raccordata. Naturalmente in evidenza sono i banchi cucina, tavoli e arredi.

Grandi lastre: tendenze estetiche.
Della fascia superlusso, onici & co. abbiamo detto. Per le lastre, dominatore è ancora il look effetto marmo, ma un po’ ovunque si nota una certa varietà di proposte e lo sforzo di presentare soluzioni alternative ai superclassici (Statuario e Calacatta, al quale si aggiunge quest’anno l’onnipresente Calacatta oro / gold / bronzo). Molto gettonato il nero, ma anche tonalità fango e variazioni sul tema del bianco (ABK, Fondovalle) e anche un marmo dal look tipo pezzettoni di torrone visto in varie interpretazioni. Ancora, colori vivaci sul blu e altre ispirazioni appariscenti più o meno riuscite.

Al di fuori del marmo, qualche elaborazione sul tema cemento – con carattere urban deciso (La Fabbrica design di Fuksas, Fondovalle) oppure più sobrio e minimal (Lea, Cotto d’Este). Laminam sceglie il monoprodotto, una bella piasentina in versione multiuso dove lo spessore conta assai. Qualche granigliato in stile Ceppo di grè (Fondovalle)

 

Foto 1 Abk. Foto 2-3 Nuovo Corso. Foto 4 Monocibec. Foto 5-6 Laminam. Foto 7 LaFabbrica AVA. Foto 8 Infinity. Foto 9-11 Fondovalle. Foto 12 Florim. Foto 13 Fioranese. Foto 14-15 Fiandre. Foto 16 Del Conca. Foto 17 Caesar. Foto 18 Ariostea. Foto 19 Apavisa.

La vena passante, il santo Graal.
Dopo la prima clamorosa apparizione del 2018 in Fondovalle, torna a comparire la maxi-lastra spessorata con vena passante, in esclusiva da due o tre parti. Farà la differenza? Sarà autentica o un fake? Ai posteri l’ardua sentenza. Personalmente non siamo così convinti che la vena passante “tipo calacatta autentico” sposterà gli equilibri. Peraltro, già l’uniformità cromatica e di texture nella “massa” della lastra è sufficiente a garantire una dignitosissima riuscita estetica dei top spessorati lavorati in costa.

Foto 1-2 Infinity. Foto 3-5 Abk – vena passante.

10. WALLPAPER E CERAMICHE DECORATE

Estinta senza rimpianti la generazione dei decorini terzo fuoco anni ’80-90, si ragiona di fondi decorati (per quinte e campiture anche ampie) oppure di soluzioni componibili, con il concetto delle cementine da usare per quinte, tappeti o fasce. Il concetto di decorazione si divide tra due versanti opposti.

Wallpaper e alta definizione.
Da un lato i wallpaper, la precisione fotografica la creatività libera di immaginare qualsiasi cosa, realizzarla con fotoshop e poi portarla in HD su lastre ceramiche.
Molto interessanti, varie e creative le realizzazioni di 41049 che si giovano anche della superficie lucida e di un effetto fotorealistico ma elaborato e originale. La sensazione è che indichino una buona strada. Poi le tante elaborazioni in puro stile wallpaper, quindi opache, che forse temono un po’ la concorrenza dei veri wallpaper, oggi si stampa anche su laminati impermeabili. Qui il confine tra decori e creazioni on demand (vedi il servizio di Iris Group e ABK) è sottile.

Tra artigianalità e design.
Dall’altro lato della vallata, c’è il recupero di un mondo di artigianalità, manualità, retrovintage. E’ l’arte della ceramica smaltata fatta da tridimensionalità, losanghe, rilievi, colori, oppure di un uso sapiente delle tecnologie digitali per produrre soggetti assortiti, dal tono vissuto (Gruppo Romani) vintage oppure ultramoderni e quasi pop (Sant’Agostino, Marca Corona).

Strutture in monocromatico.
Tra queste due ali, al centro il sobrio mondo della personalizzazione monocromatica, dove il fondo viene impreziosito da strutture a rilievo oppure mosaici, quadrati, a esagone, a listarelle o mattoncini.

Foto 1-4 41042. Foto 5-6 Casalgrande Padana. Foto 7-8 Del Conca-Faetano. Foto 9 Elios Ceramiche. Foto 10-14 Gruppo Romani. Foto 15 Marca Corona. Foto 16 Novoceram.

11. GLI IBRIDI: CEMENTAGONE, GRANIGLIA MARMATA, CEMENTO LEGNATO

Un filone creativo abbastanza diffuso nel comprensorio nasce dalla ibridazione delle tradizionali ispirazioni – effetti (legno pietra cemento marmo) praticando l’arte del mescolare nella speranza di partorire qualcosa di interessante.
Ad esempio, in altri settori, il Moscow-Mule e il Mojito sono in effetti miscele molto interessanti.

Tra i tanti cocktail ceramici, abbiamo visto un cemento-pietrato (Stoncrete, Imola) ma anche le cementagone di Marca Corona (nome inventato da noi per una associazione tra cementine+esagone dal look piacevole e fresco).

Da Emilgroup/Provenza il legno affogato nel cemento inglobando tavole e frammenti molto vissuti (una tra le collezioni più interessanti). Cemento ghiaiato con incastrati listelli in legno anche da Fioranese. Ma il gres effetto cemento può mostrare anche solo l’impronta o la sindone del legno come accade per la cassaforma del cemento armato (Sant’Agostino, anche questa proposta apprezzata dalla giuria popolare). Il filone già citato del terrazzo + marmettone, a volte si declina anche nei maxi-pezzettoni di marmo incastonati nel granigliato (Marca Corona).
Nel frattempo, il cemento-cotto che furoreggiava un paio di anni fa pare sia stato declassato a meteora da fuoco di paglia.


Foto 1 Marca Corona – Cemantagone. Foto 2 Marca Corona – marmo e graniglia. Foto 3 Imola – Stoncrete. Foto 4-5 Fioranese – Cemento e legno. Foto 6-7 Emilgroup – Cemento e legno.

12. ARCHISTAR, VECCHI MARPIONI E NUOVE LEVE: L’ESPLOSIONE DEI DESIGNER.

Per quanto riguarda il design di prodotto, è in grandissimo spolvero il ricorso a collaborazioni con designer esterni.
Le collaborazioni sono di varia estrazione e provenienza, vanno da archistar di chiara fama a nomi emergenti: designer, architetti, artisti o creativi da distretto.

In principio era la moda.
Siamo lontanissimo dal mondo della moda anni ’80-90 con le ceramiche griffate un po’a casaccio, l’importante era avere una firma. Oggi dei millemila stilisti che erano, sopravvivono Cavalli, Versace e Valentino. Diverso è il discorso Diesel Living che viene dalla moda ma è ormai un brand globale con un mood estremamente riconoscibile e un ruolo assai ben avviato in varie diramazioni dell’interior design, dalle superfici agli arredamenti bagno-cucina, lampade e accessori.

 

Foto 1 Versace – Gardenia. Foto 2 Valentino – Piemme. Foto 3-4 Scavolini – Diesel.

Oggi è il design.
Nel 2019 siamo attorno al tavolo con architetti e designer di prodotto specializzati, che possono conferire al comparto un apporto progettuale concreto e competente che è comunque una linfa vitale che apre le menti e gli orizzonti.
Nuovi occhi, nuovi punti di vista, nuove idee fanno bene all’intero movimento, trasmettendo alle aziende conoscenze, esperienze, gusto, stile, logiche creative e ispirative.

Quest’aria nuova è salutare, visto anche il ristretto perimetro delle fonti progettuali a cui si abbeverano le aziende distretto, per il design di prodotto, con poche realtà mangiatutto. L’apertura mentale potrebbe aiutare a smarcarci un pochino dalla spirale della logica imitativa a cui si finisce per avvitarsi quasi sempre, mescolando la stessa minestra: a occhio e croce, le copie di altre materie abbracciano l’80/90% della produzione ceramica (sono i soliti fab-four marmo, legno, pietra, cemento).

E’ impossibile dare conto di tutte le collaborazioni, ma in tantissimi stand erano segnalate collezioni dedicate a / studiate con nomi famosi, addirittura leggendari (Le Corbusier) ma anche emergenti, sommersi e ripescati.

Significativa l’associazione di Piero Lissoni con un big brand come Atlas Concorde (Canone Inverso) come pure molto interessante la partnership di Piemme con Benoy (un mega studio mondiale di architetti-designer) con la serie Glitch dai risvolti optical e un interessante racconto “da progettista” del “solito” cemento.

I prodotti si orientano dalla rielaborazione di materie (cementi graffiati o con pattern decorativi, vedi Fuksas per AVA -La Fabbrica e Fabio Novembre per Lea) a lavori sul colore (Alessandro Mendini post mortem, per la brasiliana Portinari, con rilievi a formato cruciforme decisamente insoliti )
Il terrazzo e la palladiana sono ristilizzati a tinte vivaci quasi in stile Memphis, dall’ architetto Luigi Romanelli per Fioranese.

Non mancano progetti di collezioni complete dai grafismi originali. In questo senso molto sofisticata come sempre Mutina che ha nel DNA collaborazioni importanti con diversi designer, presentava Chymia, un progetto dal design caratteristico, moderno ma molto ceramico (nel senso nobile della materia) studiato con il Laboratorio Avallone.

I nomi sono davvero tanti, impossibile restituire un quadro completo.

Facciamo ancora un esempio, Inalco (nota bene, azienda Spagnola, tra gli stand e i materiali più apprezzati) si affida a Giuseppe Bavuso per la collezione Fibre (nota bene, designer italiano).
Questo designer non è una griffe famosa che resta “sulla carta” ma vanta esperienze egregie nel campo del design nell’arredamento (Rimadesio, Ernesto Meda, Poliform) quindi, immaginiamo, mette in campo un apporto di grande sostanza come sensibilità estetica e conoscenze reale “dall’interno” dell’interior design, del gusto e delle tendenze. Significa crescita nella cultura d’azienda e prospettive interessanti per il prodotto.

Foto 1-3 Piemme – Benoy. Foto 4 Omaggio a Le Corbusier – Gigacer. Foto 5-6 Mutina – Avallone. Foto 7 Inalco – G. Bavuso. Foto 8 Fuksas – La Fabbrica AVA. Foto 9 Fioranese. Foto 10 Ceramiche Lea – Fabio Novembre. Foto 11 Atlas Concorde – Piero Lissoni. Foto 12 A. Mendini-Portinari.

13. GRAZIE PER L’ACCOGLIENZA VIP

Per i cinque giorni della chermesse bolognese, la delegazione di Ufo.Adv ha pascolato libera e selvaggia tra i padiglioni. Grazie davvero a chi ci ha riservato il tavolo e ospitato e abbeverato e nutrito, noi per pura cortesia abbiamo dovuto accettare.
Dalle foto, seppur criptate per la privacy, alcuni benefattori autoriconosceranno i contesti.

14. CERAMISTI ANONIMI

Dobbiamo molto al mondo ceramico. Dato che questo report non è abbastanza poco serio, negli ultimi 3gg prima della fiera abbiamo realizzato il sito www.ceramistianonimi.com … un affettuosa caricatura ironica del nostro mondo ceramico, del quale ci onoriamo di far parte. Il sasso è tratto, vedremo come si muove lo stagno.
Per dare concretezza al tema, le 10 magliette diverse che abbiamo indossato orgogliosamente in fiera, recavano scritture con alcune perle di saggezza popolare ceramica, una espressione della nostra e vostra controcultura.

15. CERSAIE PEOPLE

Vi lasciamo con una piccola gallery mix di personaggi da Cersaie. Riguardandole, nell’80% delle nostre foto da reportage c’era qualcuno con smartphone in mano che scattava, chattava o parlava.
Dimenticavamo, finalmente sono spariti i capannelli del gioco-delle-tre-carte… che sia un segno del destino?

Foto 1 Ippster. Foto 2 Visita guidata con microfono e cuffie. Foto 3 Uozzappatore. Foto 4 Un alpino a Cersaie.  Foto 5 Truppe carrellate. Foto 6 Treppiede. Foto 7 Specchio delle mie brame – Ragno. Foto 8 Selfie stick. Foto 9 Resistenza alla flessione. Foto 10 Porte aperte alla UFO. Foto 11 Partner with perspective.  Foto 12 No, non abbiamo bevuto.  Foto 13 Madre dei Draghi. Foto 14 Lei suona il flauto, lui… Foto 15 La signora in rosso. Foto 16 Jack Nicholson. Foto 17 Intelligence – Servizi segreti. Foto 18 Egiziani entusiasti.  Foto 19 Cover per adulti. Foto 20 Coccole. Foto 21 Arsenalità. Foto 22 Alla prossima

16. RESTIAMO AMICI

Se vuoi sapere qualcosa di più sui servizi di UFO.ADV o fare due chiacchiere con noi, possiamo incontrarci senza impegno, al costo di un caffè.

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