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REPORT ANOMALO
TRA NON-COVERINGS E CERSAIE POSTDATATO 2020

Più o meno in questi giorni avremmo dovuto pubblicare il nostro tradizionale e gioioso UFO-report sulla fiera Coverings USA.
Ma ahimè la fiera americana è sfumata in un covid, i container tempestivamente spediti dall’Europa con stand, nuovi prodotti e tante aspettative torneranno mestamente al mittente.

Tempo di lettura 10 minuti

Non possiamo raccontare quello che non abbiamo visto, e ci aiuta ben poco il portale on line Coverings Connected 2020, poco appassionante sia per il format che per il materiale caricato dalle aziende, diciamo che il Coverings Connected è stato un tentativo teoricamente giusto, probabilmente penalizzato dal poco tempo a disposizione, anche per i contenuti inviati dai fu-exhibitors. In sintesi, il titolo digital experience risulta un po’ overpromising e con un po’ di tempo  e impegno in più si poteva fare di meglio.

UN REPORT …PROPOSITIVO

Per un lungo periodo ci sarà poco da vedere e da girare, ma proprio per questo pensiamo che sia il momento di dare un nostro (piccolo) contributo, per adeguare la comunicazione e la promozione del prodotto al contesto che troveremo nei prossimi mesi e oltre.
In queste settimane abbiamo ragionato, studiato, sperimentato soluzioni, idee e piattaforme per adeguare la comunicazione e la promozione ai nuovi scenari.

Abbiamo avuto molte interessanti video-chiamate con marketing e top manager di diverse aziende (tutti hanno trovato un po’ di tempo libero 😊) scambiandoci punti di vista e impressioni, con molta franchezza, sulle esigenze e sulle possibili azioni.
Su queste tematiche ci è sembrato costruttivo e utile condividere con gli iscritti alla nostra newsletter alcune considerazioni, idee e soluzioni concrete che, diversamente dai tradizionali,stavolta ci vedono scendere in campo come parte in causa, e non come cronisti imparziali e asettici.

CERSAIE A SAN MARTINO, CALDARROSTE E VINO

E’ di stretta attualità in questi giorni il finale (definitivo?) del thriller sul Cersaie. Le voci si rincorrevano: fiera si, fiera no, fiera poi (Elio direbbe la fiera dei cachi). E’ arrivata la comunicazione ufficiale, sarà dal 9 al 13 novembre, 2020 (dato aggiornato ad oggi 12 Maggio 2020).

Nel frattempo, nubi di passaggio oscurano l’orizzonte: i clienti esteri, europei compresi, stavano disdicendo appuntamenti e prenotazioni (“col cavolo che vengo in Italia a epidemia in corso”); i rivenditori italiani erano già in difficoltà prima, figuriamoci adesso col PIL in caduta libera. Vedremo con la nuova tempistica di novembre se le cose cambieranno.

Dalle aziende espositrici trapela poco entusiasmo nell’allestire stand molto costosi, per accogliere due gatti e quattro concorrenti, qualcuno si sta attrezzando per un piano B a prescindere (fiera fatta in casa come alcuni già negli anni passati). Chiaramente, dopo il bidone del Coverings, un’altra emorragia di spese non remunerative sarebbe una mazzata.

L’annuncio del Cersaie posdatato sottolinea la volontà di tentarle tutte per non mollare, perché saltare un turno di Cersaie regalerebbe al prossimo Cevisama spagnolo di febbraio 2021 l’invidiabile palcoscenico di “fiera della riapertura”. E in Italia abbiamo il sacro terrore di essere spodestati o indeboliti nel nostro trono di fiera più-più (che da sempre ha stroncato sul nascere l’idea salvaspesa di un Cersaie biennale).

E forse non finisce a Novembre (o non inizia). Già i primi commenti alla posdatazione accennano alla temuta ripartenza del virus in autunno (sarebbe fantozziano) ed è fresco il ricordo dei Salone del mobile prima slittato speranzosamente di due mesi, poi saltato al 2021.

Un dubbio ci tormenta.

Avremo la fiera d’autunno, la nebbia agl’irti colli, caldarroste e vino novello. Farà notte presto, farà freddo fuori dagli stand, ma i padiglioni sono riscaldati e gli outfit da capodanno a cui sono costrette tante ladies sono salvi.

Ma è concreta la possibilità di mostrare al mondo una fiera in tono minore, blindata e un po’ triste per il crollo dei visitatori e tanti stand semplificati, da chi si aspetta una fiera low-profile e opta prudenzialmente per una presenza simbolica, al risparmio.

Ecco che se sui social di tutto il mondo cominciassero a diffondersi immagini di corridoi vuoti, di occhi tristi dei salesmen in pullover e sciarpone che scrutano l’orizzonte col vin brulé in mano, tutto questo darebbe una immagine dissonante con la narrativa storicamente trionfale del Cersaie ombelico del mondo, che ogni anno aumenta i visitatori dello zerovirgola, cementando il prestigio luccicante e invincibile della corazzata bolognese. Per la gioia del nemico seduto sulla riva del fiume.

Una fiera diversa. Sapevamolo.

Sarà comunque una fiera particolare, il comunicato ufficiale specifica “…Nuova, e coerente con i tempi che stiamo vivendo, sarà anche la modalità espositiva per le aziende partecipanti”. L’epidemia si spera in deciso calo (salvo seconda ondata) ma scordiamoci strette di mano, abbracci e quel promiscuo stringersi fianco a fianco con sconosciuti davanti ai brulicanti vespasiani dei bagni sotterranei… e preghiamo di non essere costretti a spalmare amuchina ad ogni toccata di piastrella.

Il nuovo tema cersaiesco è chiaramente sul pezzo: “La salubrità della ceramica per ripensare l’Abitare e l’Architettura” e ci sta alla grande il rilancio della ceramica come superficie “igienica e igienizzabile” per eccellenza. Prepariamoci all’idea di una fiera non per vendere ma per promuovere, magari estraendo dal cilindro qualcosa per sostenere e differenziare il made in Italy da prodotti esteri, ahimè altrettanto salubri ma più low cost, è sufficiente il design e la nostra maggior attitudine a sintonizzarci con i colti progettisti? Speriamo.

 Occorrerà davvero stringersi a coorte (senza essere pronti alla morte!) e mettere il tricolore sul balcone come i flash mob ingenui di inizio epidemia, fare sistema facendo buon viso e metabolizzare l’idea di una fiera meno market-place e più di pensiero e idee. La speranza di tutti è che la salubrità della ceramica sia sufficiente per giovare alla salubrità delle aziende.

“Un 2020 in fase due: mani con guanti e…. piedi legati”

 

LEONI IN GABBIA

La fase due è in atto, e ci vede piuttosto preoccupati e con le chiappe strette: l’entusiasmo della prima mezz’ora si stempera nella realtà una ripartenza che appare complicata. L’industria ceramica si trova ingabbiata una situazione completamente inedita, incerta e difficile da decifrare: siamo paralizzati su un doppio fronte: quello delle fiere e pure dei viaggi per visite commerciali.

 Fermi da marzo a novembre: con le attività di vendite e marketing siamo congelati da inizio marzo (quando si sono spediti gli ordini raccolti precedentemente). Molti sono rimasti al palo quando stavano per “portare in giro” le novità Cersaie 2019, ad altri è rimasto in canna il colpo del lancio delle collezioni di primavera.

I PILASTRI DELLA TERRA …CERAMICA

L’asse portante tradizionale della vendita di ceramiche da oltre 40 anni è fondato su 4 immutabili pilastri. Ok, ci sarebbe anche la parte digital (website, social network) che però molto spesso è interpretata con una funzione di appoggio, che rimbalza i contenuti del catalogo di linea.

  • FIERE DI SETTORE
  • CATALOGO DI LINEA CON AMBIENTI
  • CARTELLA O FOLDER CAMPIONI
  • ARGOMENTAZIONE E VENDITA “DI PERSONA”

 

Uscire dalla comfort-zone

Oggi due di questi pilastri sono crollati: le fiere e la possibilità di viaggiare e incontrarsi, e per un periodo non breve non saranno ripristinati.

Occorre per forza per le aziende cambiare qualcosa, uscire dalla comfort zone di rituali cementati nei decenni per sostituire in qualche modo fiere e visite. L’alternativa è la paralisi, ma chi dorme non piglia pesci, se non si tengono vivi i contatti qualcun altro potrebbe farsi pericolosamente avanti. 

“Le merci, comprese le campionature, possono viaggiare, le persone no”.

DUE PROBLEMI E UNA PORTA APERTA.

A ben vedere, il problema è duplice, con una componente soggettiva (A) e una oggettiva (B)

A. Dobbiamo rimpiazzare l’empatia della vendita basata sul contatto personale, dove il (bravo) venditore si sintonizza con il cliente guardandolo negli occhi, trovando il punto d’attacco e la chiave di lettura giusta per presentare e sostenere i suoi prodotti, spesso improvvisando e aggiustando il tiro nella trattativa.

B. Il cliente (ma anche il progettista) non vede il prodotto esposto in uno stand, o i campioni che gli porta l’agente o il promoter. E’ possibile spedire una campionatura, ma se è abbandonata a se stessa e decontestualizzata rischia essere banalizzata e passare inosservata, abbiamo bruciato un prodotto e speso soldi in corrieri, inutilmente.

E’ indispensabile trovare alternative efficaci per presentare e valorizzare i prodotti restando distanti.

riprendere e coltivare contatti con distributori, progettisti, acquirenti. sostituendo fiere e visite personali.

Trovare nuovi sistemi e modalità per trasmettere visualizzazioni, informazioni e argomenti, che dovranno essere più incisivi e articolati, data la mancanza di comunicativa interpersonale.

A parte il telefono e la posta elettronica, decisamente freddi e anonimi, abbiamo a disposizione un mezzo di comunicazione, il web e la video-comunicazione, che offre opportunità interessanti non solo per mettere una pezza sulle difficoltà del momento, ma anche per costruire connessioni nuove e durature.

Clienti e progettisti si aspettano qualcosa da noi.

Non dimentichiamo che distributori e i progettisti, come noi stanno ripartendo dopo uno stop che ha colpito quasi tutto il mondo. Anche loro dovranno confrontarsi con un mercato ferito, ma hanno la stessa volontà e determinazione per ripartire, l’esigenza di stimolare i loro clienti con prodotti nuovi e soluzioni possibilmente coerenti con le nuove esigenze di igiene e sanificazione, come la ceramica. Se abbiamo voglia di proporre, sicuramente molti hanno voglia di ascoltare. Forse avranno meno determinazione nel fare ordini, ma …prima di raccogliere dobbiamo sempre seminare.

SIAMO TUTTI PIÚ DIGITAL

L’epidemia ci ha chiuso in casa, il web è diventato la nostra porta sul mondo. Per informarci, comperare, lavorare, restare in contatto con amici, colleghi e affetti.

Lo smart-working sembrava una favola per idealisti invece abbiamo capito che può funzionare. L’e-commerce è servito a tanti per acquistare tante e nuove categorie di prodotti.

Ma soprattutto, abbiamo tutti imparato presto ad apprezzare ed utilizzare le videochiamate, con lo smartphone su whatsapp o facetime (chi le aveva mai usate prima) poi rispolverando Skype e scoprendo con un tablet o un PC  portatile altre piattaforme dall’orientamento più business (Zoom, Microsoft teams, Hangouts Meet)  o amichevole (Google Duo, houseparty). Tutti ne abbiamo utilizzate almeno tre o quattro, tra lavoro, amici, parenti, figli, anche i più refrattari miracolosamente hanno imparato, compresi nonni e bambini.

L’impennata nel processo di informatizzazione è irreversibile, in particolare, abbiamo capito che la videochiamata funziona bene, vedersi è meglio che sentirsi e basta, continueremo ad utilizzarla anche in futuro perché molte volte ci farà risparmiare tempo e chilometri. Probabilmente anche i nostri clienti e interlocutori nel mondo hanno avuto la nostra esperienza e quindi sono abituati e bendisposti verso questo strumento.

 

LO STRUMENTO VIDEO-MEETING

Che la video chiamata, anzi, la CALL, sia diventato un nuovo strumento di lavoro, è una realtà che si è rapidamente consolidata. Gli smart-worker di molte aziende ceramiche hanno passato la quarantena con call quotidiane fra colleghi e verso la filiera di vendita.

Le pagine Instagram, Iinkedin e  Facebook di diverse aziende e catene di retail giustamente “reattive”,  sono popolate di notizie di webinar, talk e lezioni, di argomento tecnico o di design, perfette per occupare le giornate libere di progettisti, rivenditori e persone comuni.

Quasi sempre questi momenti si basano su un supporto visivo estremamente semplice, sono i mezzi che ci permette il lockdown: il volto dello speaker inquadrato da un tablet o pc, qualche slide e immagine condivisa. Anche gli ospiti e i conduttori delle TV nazionali mostrano il logo skype dai loro collegamenti casalinghi.

IL CONTENUTO CHE SEGUE POTREBBE APPARIRE LEGGERMENTE SPONSORIZZATO

Come UFO.ADV le problematiche di cui stiamo parlando ci investono in pieno, aiutare le aziende a comunicare è esattamente il nostro lavoro.  Nelle ultime settimane abbiamo lavorato su varie ipotesi per dare impatto ed efficacia a questi collegamenti nell’ottica soprattutto di una presentazione di prodotti.

Dalla fine del lockdown, le tante conversazioni  a due / di gruppo condividendo lo schermo che si tengono oggi potrebbero risultare un po’ noiose, eravamo bloccati a casa e preoccupati, ne abbiamo fatto indigestione. E’ consigliabile che in ambito marketing ci si orienti verso digital-meeting gestiti in modo più accattivante e dinamico.

Parlando in generale, per un’azienda il digital meeting offre alcuni vantaggi e opportunità che vale la pena di ricapitolare.

Modulare l’audience.

Possiamo interfacciarci con un gruppo di 5, 10,100 persone identificate e autorizzate. Possiamo pubblicare un invito “open” con link su una pagina social, con o senza registrazione, ma anche creare  dirette Facebook, Instagram, Youtube aperte il più possibile al pubblico della rete.

Ottimizzare i tempi.

I tempi per un meeting o una presentazione sono, e devono essere, compatti e concentrati. Raramente si raggiunge o supera l’ora. Perde molto meno tempo sia chi vende che chi compra.

Continuità

Una volta attivato il “canale” è possibile dare una periodicità agli incontri. Liberi dalla stagionalizzazione forzata  dagli appuntamenti Primavera – Cersaie, i momenti di contatto possono essere aumentati, consolidando i rapporti tra azienda e interlocutori e magari diluendo nel tempo i lanci e le azioni commerciali. Per questo è importante studiare format che razionalizzano costi e impegno organizzativo degli eventi.

Visione on demand

Per chi non aveva tempo, rendere disponibile la registrazione (anche inviando un link) anche con un rimontaggio che compatta i momenti salienti.    

Persone e azienda

E’ agevole coinvolgere nei meeting digitali più persone e funzioni dell’azienda (anche con interventi registrati). L’evento è più interessante e dinamico, e si costruisce una empatia maggiore attorno al concetto di team e non di unico interlocutore.

“dalla videochiamata all’evento live.

Idee e soluzioni”

SOLUZIONI PRONTE PER UN UPGRADE

In queste settimane abbiamo lavorato e fatto diversi test per definire una configurazione che offra risultati efficaci, ottimizzando attrezzature e persone. Utilizzando una regia digitale o analogica, già con un paio di telecamere, ad esempio, è possibile compiere un salto di qualità, sia nelle riprese audio-video di uno speaker, sia nella gestione dinamica di riprese live, immagini, clip pre-registrate e collegamenti in diretta. Per la cronaca, la regia smart permette di gestire 4 telecamere e illimitati collegamenti remoti.

A seguire, un piccolo video demo dove abbiamo rapidamente mostrato alcuni dei sistemi e delle modalità di ripresa a cui facciamo riferimento.

L’utilizzo ottimale di questo tipo di comunicazione è quello di attivare una connessione con clienti e struttura di vendita, attraverso una serie di eventi-appuntamenti (anche divisi per lingua) e non di creare un solo big-event-one-shot. Pertanto l’impegno di tempo e risorse e la struttura di ogni evento deve essere configurato in modo sartoriale, in base a esigenze, caratteristiche e obiettivi aziendali.

 

Creare la sensazione del prodotto

Se le riprese live in video e voce dei vari speaker aziendali offrono a distanza un po’ del feeling di un contatto “personale”, è sulla visualizzazione del prodotto che occorre lavorare, se vogliamo valorizzare e rendere percepibili i materiali. Le sole ambientazioni figlie del catalogo di linea probabilmente non sono sufficienti.

Per le superfici ceramiche, pensiamo che sia indispensabile garantire una visualizzazione autentica della materia, con riprese e macro del prodotto dal vero, in diverse angolazioni e condizioni di luce. In questo modo anche a distanza il prodotto si vede. E piuttosto bene.

Possono essere clip pre-registrate, oppure lo speaker potrebbe parlare dalla show room  accanto a una parete posata o grandi pannelli, o addirittura potrebbe pilotare le riprese in macro, maneggiando direttamente una action cam (vedremo alcuni esempi).

Importante è il racconto della ispirazione, lo storytelling, utilizzando immagini e clip video (spesso di repertorio) legati alla ispirazione e alle suggestioni emozionali delle collezioni.

Il classico slideshow di ambienti e render infine mostra applicazioni concrete, abbinamenti, stili e destinazioni d’uso.

Per tutte queste visualizzazioni, è fondamentale l’utilizzo del green-screen che grazie alla regia combina lo speaker con video e immagini (un po’ come il meteo in tv, o superquark) evitando lo stereotipo monotono delle video call (foto fissa e mini-riquadro con il viso ripreso dalla webcam)

IL CAPITOLO CHE SEGUE E’ SPONSORIZZATO,
MA CAPITA A FAGIOLO.

Cosa può fare UFO.ADV per le aziende 

Parliamo un attimo di noi. UFO.ADV nasce come agenzia multidisciplinare. Ci siamo attrezzati da tempo per gestire internamente una serie di servizi complementari: oltre alla grafica e comunicazione “focalizzata” su ceramica e interior design, la struttura realizza internamente video, render 3d, fotografia dal vero con sala di posa, siti web e social media.

Questa nostra impostazione, a volte non facile da portare avanti, oggi ci permette di poter gestire eventi digitali “operativi” in modo agile ed efficace, perché abbiamo internamente tutte le competenze coinvolte per chiudere il cerchio: testi e sceneggiatura, riprese e regia, fotografia, render, grafica, web e gestione social media.  A questo si associa naturalmente una conoscenza approfondita del prodotto ceramico e delle sue logiche commerciali.

Contenuti della demo

Ricapitolando, la demo mostra in modo essenziale alcune delle casistiche tipiche di un digital meeting

  • Riprese dinamiche alternando con più telecamere, con video e audio di qualità professionale

  • Green screen speaker + immagini in movimento o filmati del prodotto fisico

  • Green screen con speaker inserito in contesto ispirativo – storytelling (cava di marmo, bosco, edifici storici, architetture)

  • Speaker ripreso davanti al prodotto fisico (show room, laboratorio ricerca)

  • Speaker che manovra action cam per riprese ravvicinate del prodotto (o di una piastrella)

  • Format “Tavola rotonda” oppure “talk-show” con 2 o più intervenuti

  • Titoli sottopancia gestiti da regia live

  • alternanza diretta + parti registrate

  • Collegamenti esterni live (con testimonial, tecnici, top management) anche in remoto

QUANDO E PERCHE’ FARE DIGITAL MEETING?

Un breve riepilogo delle occasioni e situazioni dove un’azienda può organizzare diverse tipologie di smart digital meeting a supporto dell’attività commerciale, o anche in ottica team building.

 

Il classico «Meeting Cersaie»

Riproduzione canonica del classico meeting in stile conferenza. Gestione di repliche e/o differite per lingua/mercati. Necessità di una sceneggiatura precisa e un copione che organizza timing e contenuti.

 

Product presentation

Presentazioni a distanza di una o più collezioni, in modo più agile e diretto, anche con un taglio creativo, gestite come evento live ma anche come elemento fruibile on demand.

 

Webinar tecnici

Formazione con esperti aziendali o esterni. Comunicazione di taglio tecnico, da supportare con slide e infografiche, meno orientata allo show e alla componente emozionale. Possibilità di regia digitale da remoto.

 

Presentazioni mirate

Product presentation specifiche per un mercato, un distributore. Incontri con audience mirata, eventualmente ottimizzata nella parte espositiva rimontando contributi video e speech di meeting di lancio. Possibilità di regia digitale da remoto.

 

Kit per presentazioni autogestite

Per call autogestite individualmente dagli uomini vendita, set con presentazioni sequenziate con suite di immagini, video, grafica ed eventuale traccia tipo karaoke con testi e argomentazioni.

Questi video-meeting informali permettono sia di presentare prodotti nuovi ma anche di fare recall su collezioni lanciate da poco, o azioni su un gruppo di prodotti (es. i pavimenti da esterno).

 

Follow up – recapitare il materiale.

Per tutte le iniziative di cui sopra, è consigliabile recapitare ai partecipanti il materiale: pdf di cataloghi e dispense, campionature fisiche (se richieste) link ai video on demand relativi al meeting.

“dall’evento live alla product experience”

 

Alzare l’asticella. La realtà virtuale.

La realtà aumentata, la realtà virtuale sono …già stati approcciati dal marketing ceramico. Ne sono un esempio le visite virtuali alle show room (in stile google street) e agli stand (anche del non-coverings 2020).

Andando oltre questi aspetti di stampo istituzionale e leggermente turistico, abbiamo provato ad impiegare queste tecnologie al mondo ceramico, per la presentazione di  prodotto.

Il problema di fondo è la fedeltà indispensabile a restituire una superficie ceramica, che richiederebbe una potenza di calcolo e di apparecchi sovrumana.

La nostra idea è di creare presentation room dove entrare virtualmente indossando un visore (o da guardare con un tablet o smartphone, girandosi liberamente attorno a 360 gradi, ma l’effetto è decisamente meno immersivo). In queste stanze pareti e pavimenti possono essere piastrellate (applicando immagini bidimensionali ad alta definizione) guardando il prodotto dall’angolazione desiderata, con diverse condizioni di luce, naturale (dalla finestra) o artificiale.

L’effetto è molto realistico e offre una percezione completamente diversa, unica e superiore rispetto a qualsiasi foto o filmato.

La presentation room è un ambiente 3d configurabile a piacere: un laboratorio creativo,  un’architettura minimalista, una replica dello studio TV di Barbara d’Urso o del Presidente Conte (ma forse non è una buona idea). Una parete può essere un ledwall dove si proiettano in grande video e foto, oppure una grande moodboard o un sinottico.

In questa virtual room si può accedere anche da remoto, uno o più ospiti possono entrare con noi e ascoltare le nostre argomentazioni, guardando e girandosi dove gli pare. Possiamo cambiare i prodotti e creare stanze diverse per collezioni diverse. Il limite fisico è nel recapitare i visori, possibile per meeting e clienti importanti, ma il sistema è pienamente funzionante anche con tablet e smartphone (scaricando una app).  Difficile da raccontare, meglio provare una demo.

Mirko collauda la realtà virtuale  e il visore 3D (con grande prudenza)

Render all-around a 360°

Le nostre classiche ambientazioni digitali possono diventare immagini a 360 gradi dove girandomi con un tablet (o smartphone) in mano posso guardare anche pareti a fianco e dietro di me. Chiaramente i tempi di renderizzazione sono elevati, occorre modellare una stanza e non una vista, ma progettando creativamente un concept che prevede ambienti essenziali permette sviluppi interessanti e d’impatto.

Screenshot di ambienti visualizzabili a 360° attraverso piattaforme on line

“migliorare la visualizzare il prodotto: superare il catalogo di linea”

 

Dalla foto alla galleria di immagini

Il catalogo di linea tradizionale offre quasi sempre  4-6 ambientazioni, le stesse che sono veicolate sul web, sui social, negli espositori. Se il cliente ha visto il prodotto in fiera, se gli porto la campionatura è uno strumento che ne completa la presentazione mostrando le applicazioni. 

Lavorando a distanza come ora, quasi mai offre una rappresentazione sufficiente della materia, si vede troppo da lontano, sono foto statiche.

Non aiuta per ora lo strumento video, attualmente la maggioranza dei videoclip ceramici “di collezione” pubblicata sui social e nei siti web offre slideshow con gli ambienti del catalogo, oppure riprese puramente emozionali da image bank (vulcani, boschi, il colosseo, le mani dell’artigiano, la costiera amalfitana, spaghetti pizza e mandolino). Quasi mai prodotto da vicino.

Vedere cammello

Per capire come è il prodotto, da casa nostra, dobbiamo vedere come è.  Se andiamo su Amazon, un prodotto da 8 euro è mostrato con 10 foto da tutte le angolazioni: capisco perfettamente come è.

Il web si presta alla grande per documentare i materiali con gallerie di immagini, ad esempio sul sito web ma anche con PDF interattivi. Una gallery di foto, un video ravvicinato del prodotto dal vero da diverse angolazioni e condizioni di luce offre una percezione credibile e completa.

Test fotografici con scatti in diverse condizioni di luce e angolature – Archivio UFO.ADV 

Gallery e riprese dal vero

Avendo lo studio fotografico in sede, abbiamo fatto qualche test su prodotti molto complessi da raffigurare. Affiancando l’ambiente in render con una gallery di dettagli dal vero, abbiamo una evoluzione radicale.

Queste visualizzazioni dal vero sono quasi indispensabili per dare sostanza a  un digital-meeting dove presentiamo nuovi prodotti: ma dato il crescente ricorso al web sono uno strumento fruibile in molteplici forme.

“una libreria on line per rendere disponibili tanti contenuti utili”

 

 Cose utili facili da trovare

Tutte le considerazioni che abbiamo fatto hanno un filo conduttore, quello di aumentare i contenuti digitali che offriamo a rivenditori, commessi di sala mostra, progettisti e utenti finali, rendendoli più completi ed esaurienti.

Più immagini, video, ma anche estratti di meeting e presentazioni. Insomma, cose utili facili da trovare.  Anche un po’ meno patinate, edulcorate e banalotte. E’ importante far tesoro di questo lavoro (e investimento) sui contenuti, rendendolo fruibile e accessibile a chi ne ha bisogno.

Ad, esempio, molti brand hanno un canale youtube, ma la piattaforma è molto dispersiva, propone altri video (in linea con la nostra navigazione) e i nostri video sono organizzati in un modo totalmente disorganizzato. Molti siti hanno archivi di file accessibili on line ma è difficile trovare quel che serve.

Un archivio online

Per rispondere in modo semplice a questa esigenza, assieme al web developer di UFO.ADV abbiamo identificato una piattaforma -archivio con una interfaccia amichevole che permette di raccogliere in modo ordinato diverse tipologie di materiale utile a chi lavora: video, dispense, pdf di cataloghi, raccolte di foto-gallery, webinar.

Demo di un portale multicontenuto

Possiamo decidere “cosa vede” ogni categoria di utenti (agenti, commessi di sala mostra, funzionari interni)

Possiamo chiedere ai venditori di seguire un videocorso di formazione, inserendo questionari e domande per verificare la effettiva partecipazione.

Ad esempio, un agente o un venditore di sala mostra può recuperare rapidamente il video del meeting di presentazione di una collezione di cui qualche cliente ha chiesto informazioni, oppure la dispensa relativa, il pdf del power point di lancio. Tutto questo “subito” e senza far perdere tempo corrispondenti commerciali e ufficio marketing. Oppure una dispensa sulla posa dei pezzi speciali o sulla pulizia.

Questo archivio intelligente è personalizzabile come struttura, design e colori (entro certi limiti) e si basa su una piattaforma open-source quindi non ha costi di licenza.

Non si sovrappone alla sezione download dei siti web perché “apparecchiamo” una serie più ampia di contenuti, anche per addetti ai lavori, rispetto alla raccolta di PDF “ufficiali” scaricabili dal sito.

Grazie per l’attenzione!

Se vuoi approfondire i temi trattati e visualizzare qualche demo siamo naturalmente a disposizione

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